Iniziare il nuovo anno affidandosi a Maria e con l’impegno di imparare a essere “artigiani di pace”. Il Vescovo monsignor Oscar Cantoni nel pomeriggio dell’1 gennaio ha presieduto, nella Cattedrale di Como, il pontificale nella solennità di Maria Santissima, Madre di Dio. «Incominciamo il nuovo anno invocando sul mondo intero la benedizione del Signore quale auspicio di grazia e di pace – ha detto il Vescovo -: con la sua venuta nella nostra carne e nella storia, il Figlio di Dio ha portato la più grande benedizione, una luce che non si spegne. Egli dona e offre ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà la possibilità di costruire la civiltà dell’amore e della pace. Mediante l’intercessione di Maria, sua e nostra madre, siamo chiamati tutti, cristiani e non, a farci sempre più “artigiani di pace”».

Si tratta di una responsabilità affidata a tutti, «a partire dal proprio cuore – ha sottolineato ancora il Vescovo Oscar -, dalle comuni relazioni in famiglia, nei nostri impegni professionali con i colleghi di lavoro, nelle nostre attività di condivisione a vantaggio delle nostre Comunità ecclesiali e civili. La pace è sì un dono dall’Alto, ma nello stesso tempo, è anche frutto di un impegno che coinvolge responsabilmente ognuno di noi, in prima persona, e di cui dovremo rendere conto».

Nel messaggio che papa Francesco ha scritto per la Giornata Mondiale della Pace, sono indicati tre strumenti per edificare una pace duratura. «Il primo è il dialogo tra le generazioni… Solo nel dialogo e nell’incontro fra le generazioni, si possono costruire progetti condivisi, imparando gli uni dagli altri, scambiando competenze e conoscenze in vista del bene comune». Il secondo è un serio impegno per l’educazione delle nuove generazioni. «Utilizzo questa occasione – ha affermato monsignor Cantoni – per proporre di nuovo la composizione di un tavolo di lavoro comune, perché collaborando insieme tra Istituzioni ecclesiali e civili, con famiglie e associazioni, tra scuola e università, si possa contribuire a dare corpo nel nostro ambiente a un progetto formativo comune, da utilizzare a servizio di un nuovo umanesimo, che aiuti i nostri giovani e ragazzi a divenire una presenza responsabile, mediante un loro coinvolgimento pieno, a servizio della società civile e della comunità ecclesiale».

Infine, l’impegno per assicurare un lavoro dignitoso a tutti. «Purtroppo la pandemia ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, così che sono fallite molte attività economiche e produttive. Occorre ricreare le condizioni perché ogni lavoratore possa offrire il suo contributo alla vita della propria famiglia e della società e così sentirsi parte attiva e responsabile. Il lavoro, quindi, è uno strumento prezioso e indispensabile per costruire la pace». Il testo integrale dell’omelia può essere consultato CLICCANDO QUI. Al termine del pontificale, il Vescovo ha recitato la preghiera di affidamento della città e della diocesi di Como a Maria Santissima, Madre di Dio, dall’altare dell’Assunta.

Il solenne pontificale è stato trasmesso anche in diretta streaming al seguente indirizzo: https://youtu.be/iKQhUsVVM2s