Un’altra estate di lavori, un’altra riapertura di fine agosto: il Cinema Astra di Como torna ad accogliere il suo pubblico ancora più comodo e luminoso. Sono stati ultimati la scorsa settimana gli interventi che hanno riguardato l’ammodernamento dell’impianto di illuminazione della sala e la sostituzione delle 320 poltrone, che ormai portavano sulle fodere una trentina di anni di spettacoli.
Prima di entrare nel vivo della stagione 2026/2027, l’Astra – da buon cinema vintage – ha voluto ringraziare il suo pubblico: l’ultimo anno solare è stato il più frequentato dalla riapertura, con oltre 53.000 spettatori paganti e altri 10.000 per gli eventi a ingresso gratuito. 63.000 volte grazie.
Il lavoro appena concluso chiude di fatto un percorso lungo e complesso per la sala della parrocchia di San Bartolomeo, cominciato con la riapertura della platea nel dicembre 2022 e proseguito nell’estate 2024 con il recupero della balconata.
Questa terza e ultima raccolta fondi, dal titolo “Più comodi di così”, è stata resa possibile dalla vittoria di un bando di Regione Lombardia che finanzia il 70% dei costi complessivi, pari a circa 198.000 euro: oltre al cambio delle poltrone e al nuovo impianto luci, il progetto ha previsto anche l’acquisto della strumentazione per le proiezioni all’aperto, già utilizzate questa estate.
Restavano da reperire 60.000 euro non coperti dal contributo regionale, raccolti anche grazie al coinvolgimento dell’Associazione Amici dell’Astra e alla generosità del pubblico che, come già avvenuto per la balconata, non ha fatto mancare il proprio sostegno.
«Con questo ennesimo intervento possiamo davvero dire che il percorso iniziato con la riapertura del dicembre 2022 è concluso» commenta Michele Luppi, presidente di Astra 21, impresa sociale che gestisce il Cinema dalla riapertura.
«Un grazie grande a quanti l’hanno reso possibile, a partire dal team della cooperativa Astra 21, che ha fatto i salti mortali per permettere di riaprire in tempo, ai volontari e al nostro affezionato pubblico, che mai in questi anni ha fatto mancare il proprio affetto nei confronti dell’Astra, che si conferma ancora una volta – e sempre più – una sala della comunità, com’era stata sognata fin dalle origini da don Fossati e dai primi comaschi che ne sostennero l’apertura nel lontano 1968».










