Attendiamo il Natale per celebrare la nascita di Gesù, luce capace di “rischiarare coloro che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace”.
Da troppo tempo, senza interruzioni, ci raggiuge l’eco dell’orrore che in varie parti del mondo umilia la vita, calpesta il diritto, uccide la speranza. Aspettiamo che i “prìncipi della guerra” rinuncino alle “tenebre delle morte”, aprano i loro occhi sulle macerie e sul dolore delle vittime innocenti e accettino di incamminarsi sulla via della pace. Non sarà sufficiente qualche giorno di tregua per silenziare il gemito dei “piccoli” e nessuna ragione potrà giustificare uccisioni e distruzione. Non ci abitueremo alle argomentazioni di chi prova a giustificare la cinica protervia dei potenti e non ci stancheremo di affermare l’assoluta irrazionalità della guerra. Ognuno di noi chiede umanità e sapienza e si impegna a mantenere accesa la lampada della pace, che tale non è senza verità e giustizia.
Ogni anno, ininterrottamente dal 2001, condividiamo, in vista del Natale, il piccolo segno di una fiammella accesa alla lampada perenne che arde nella basilica della Natività di Betlemme.
Per un numero crescente di persone quella fiammella è diventato un segno atteso e desiderato nei giorni in cui celebriamo la nascita di Gesù a Nazareth accolto dai pastori e che sappiamo mandato poi a morte dai potenti come un malfattore.
L’appuntamento per tutti è fissato alle 15.30 di sabato 13 dicembre presso la basilica di Sant’Abbondio. Come sempre saranno gli adulti scout della comunità MASCI a farsi carico di raccoglierla e portarla in città.
Passata di mano in mano senza mai spegnersi, la fiammella accesa a Betlemme sarà disponibile per tutti coloro che lo desiderano come messaggio di pace e speranza.
Questa fiammella è davvero segno alternativo alle tante suggestioni che riducono il Natale a una delle tante feste della cosiddetta “tradizione” svuotato del suo significato cristiano.
Il 7 novembre scorso Jeries Fadi Khier, 11 anni, di una famiglia cristiana di Betlemme, ha acceso la luce a Betlemme. Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha benedetto la Luce della Pace affermando: “È molto importante che questa Luce di Pace provenga da questa terra profondamente ferita. E noi stessi dobbiamo essere questa luce, perché la pace passa attraverso i cuori delle persone. Ecco perché dobbiamo diffondere questo simbolo in tutto il mondo”. Per Pizzaballa, la luce rappresenta “l’aurora dopo una lunga notte“. Su un volo partito da Tel Aviv la lanterna della Luce della Pace ha raggiunto Vienna. Da qui seguirà una collaudata distribuzione permetterà, senza soluzione di continuità, di attingere alla fiammella in diversi Paesi europei e oltre Oceano.
In Italia il movimento scout si fa carico del sevizio di distribuzione perché ovunque si possa entrare a far parte di questa rete di fraternità.
Chi desidera attingere alla luce, è invitato a munirsi di una lampada a petrolio o di un cero con la fiamma protetta. Per informazioni: Bruno Magatti – Comunità Masci di Como










