Sarà un 4 ottobre particolare quello di quest’anno, prima celebrazione della memoria di san Francesco d’Assisi dopo il ripristino della ricorrenza come festa nazionale. Anche la diocesi di Como propone due appuntamenti, a Como e in Valtellina. Domenica 4 ottobre alle 15, in Cattedrale a Como, sarà celebrata la Messa con la partecipazione delle realtà francescane presenti sul territorio diocesano. A Montagna in Valtellina, invece, la Fraternità Santo Spirito propone sabato 3 ottobre alle 21 la memoria del Transito di san Francesco. Domenica 4 ottobre, alle 18, nella chiesa di Colda, sarà celebrata la Messa solenne, seguita dalla «cena francescana».

Gli appuntamenti si collocano nell’Anno giubilare francescano, proclamato da papa Leone XIV dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 in occasione dell’ottavo centenario del Transito di Francesco. È il momento conclusivo del percorso dei Centenari francescani, iniziato nel 2023 e dedicato negli anni alla Regola, al Presepe di Greccio, alle Stimmate, al Cantico delle creature e, infine, alla Pasqua di Francesco. La ricorrenza assume quest’anno anche una dimensione civile. La legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, ha infatti nuovamente inserito il 4 ottobre tra le festività nazionali come festa del patrono d’Italia, indicando pace, fratellanza, tutela dell’ambiente e solidarietà tra i valori da promuovere.

Nella dichiarazione della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi ha richiamato in particolare la testimonianza di Francesco come uomo di pace e di dialogo, attento ai poveri e ai più fragili e capace di indicare una strada di fraternità, cura del Creato e ricerca del bene comune. Ma proprio la popolarità universale del Santo pone una domanda: quale Francesco si celebra oggi? Lo aveva ricordato lo scorso marzo a Como monsignor Felice Accrocca, storico del francescanesimo e vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, durante la sua visita al cardinale Oscar Cantoni. Il rischio, spiegava, è quello di costruire un «Francesco per tutte le stagioni», di volta in volta ecologista, pacifista o adattato alle diverse esigenze. Francesco, invece, «sfugge a queste classificazioni» e continua a rimandare al Vangelo. Per Accrocca, la sua attualità nasce proprio da qui: dalla scelta di una vita interamente centrata sulla Parola. Tra gli aspetti più significativi per il presente c’è la pace, insieme alla «piccolezza». Francesco non amava definirsi «poverello», ma preferiva il termine parvulus, piccolo: una parola che richiama la logica evangelica e il rifiuto della ricerca del potere.

È dentro questo cammino che la Famiglia francescana vive il centenario del Transito, come occasione per tradurre nella vita concreta una spiritualità fondata sulla conversione, sulla «pace disarmata» e sull’affidamento a Dio. Il 4 ottobre, dunque, non sarà soltanto una nuova festa nel calendario civile. Le celebrazioni di Como e della Valtellina diventano anche un’occasione per tornare alla figura di Francesco senza ridurla a un simbolo utilizzabile a seconda delle circostanze: un uomo che ha scelto di vivere il Vangelo nella fraternità, nella piccolezza e nella pace.