La chiesa veniva consacrata nel settembre del 1976, con grande partecipazione di sacerdoti e fedeli, con rito solenne a Dio, dedicandola, come la comunità monastica, al SS. Salvatore, cioè al mistero della Trasfigurazione. Per ricordare questa ricorrenza sabato 19 settembre, alle 16, ci sarà una messa presieduta dal cardinale Oscar Cantoni. 

Il 19 settembre prossimo ricorderemo e celebreremo i 50 anni della Dedicazione della Chiesa monastica. Allora fu un momento molto importante: si era nel tempo in cui nella società si viveva la ripresa economica dopo la precarietà del dopo-guerra. Nella Chiesa i fermenti del Concilio Vaticano II stavano rimodellando i vari ambiti della pastorale. Nel tessuto culturale erano in corso profondi cambiamenti. Il vescovo Teresio Ferraroni, nell’omelia, ne fece cenno: “In tempi nei quali assistiamo al tentativo di sradicare dalla cultura, dalla vita quotidiana, dalla famiglia, dallo Stato, il senso di Dio, acquista un senso particolare questa Consacrazione. Fin quando riusciremo a costruire dei templi al Signore, la speranza vivrà”.

La Comunità monastica, arrivata in territorio comasco da appena 10 anni, era già aumentata di numero e la piccola Cappellina di S. Anna, con il luogo della preghiera delle monache dislocato rispetto ad essa, rendeva ardua la celebrazione della liturgia secondo le indicazioni del Concilio, cioè come popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, tempio di Dio edificato con pietre vive, nel quale viene adorato il Padre in spirito e verità (cfr. Benedizione degli oli e Dedicazione della Chiesa e dell’Altare, CEI, pag.40).

Così, già il 9 luglio del 1964, si era posta la prima pietra per una nuova chiesa, un edificio di pietra, di cui veniva avviata la costruzione, per essere il segno visibile di quella Chiesa viva, o edificio di Dio, che la Comunità monastica costituisce ed esprime. (cfr. Benedizione degli oli e Dedicazione ella Chiesa e dell’Altare, CEI, pag. 30).

Si moltiplicarono gli inviti a conoscenti e benefattori, perché contribuissero alla raccolta dei fondi necessari, affinché sulla pietra d’angolo, Cristo, inviato a sigillare la commensura tra parete e parete (cfr. Inno per le lodi della Dedicazione di una chiesa, “Angularis fundamentum”) questa Chiesa si potesse levare nel cielo radiosa, come città gloriosa, visione di pace, alta città dalle pietre viventi (cfr. Inno per i vespri della Dedicazione di una chiesa, “Urbs Jerusalem”). Nel 1974, a 20 anni dall’insediamento della Comunità a Grandate, già si poteva annunciare il raggiungimento del primo traguardo: “La bontà del Signore, tramite un esimio benefattore, ci ha permesso di realizzare la ‘struttura grezza’ della chiesa e del coro monastico.”

Costruita secondo le indicazioni della riforma liturgica conciliare, nel suo stile semplice ma coinvolgente, la nuova chiesa era ben inserita nella struttura dell’antica Villa e si presentava accogliente sulla collina di Grandate: sopra il crinale compatta splende con le sue porte intarsiate, spalancate (cfr. Inno per i vespri della Dedicazione di una chiesa, “Urbs Jerusalem”) soprattutto per celebrare i santi misteri e anche per custodire il santissimo Sacramento dell’Eucaristia.
Solo in seguito è stata arricchita di vetrate policrome di Giorgio Scarpati, le quali, assieme alle ceramiche del maestro Angelo Biancini hanno svolto egregiamente la funzione didascalica richiesta alle opere d’arte presenti in una chiesa, poiché è lo spazio ecclesiale, più che non la parola dell’annuncio, a plasmare in maniera più profonda e quasi inconscia la coscienza di fede di una comunità. (cfr. Klemens Richter, Spazio sacro e immagini di chiesa, EDB 2002, pag 11).

Abbiamo la gioia di avere ancora tra noi l’arch. Pietro Calori (nella foto sotto) che ha progettato la chiesa e al quale abbiamo chiesto di parlarcene dalla sua prospettiva. La costruzione è stata realizzata dell’Impresa Carboncini che pure festeggia quest’anno i 100 anni di attività.

Nel settembre del 1976, con grande partecipazione di sacerdoti e fedeli, la chiesa veniva consacrata, con rito solenne a Dio, dedicandola, come la comunità monastica, al SS. Salvatore, cioè al mistero della Trasfigurazione, affinché questo luogo, in cui la Comunità monastica si riunirà per ascoltare la parola di Dio, pregare insieme e celebrare l’Eucaristia, divenga segno del mistero della Chiesa santificata dal sangue di Cristo, da lui prescelta come sposa, vergine per l’integrità della fede, madre sempre feconda nella potenza dello Spirito (cfr. Benedizione degli oli e Dedicazione ella Chiesa e dell’Altare, CEI, Preghiera di dedicazione, pag 58).

Sabato 19 settembre, alle ore 16.00, con la presenza del nostro Vescovo S.E. Rev.ma Card. Cantoni, ci sarà una solenne concelebrazione eucaristica.
Siete tutti invitati ad unirvi alla nostra gioia, certi che gli occhi del Signore sono aperti e i suoi orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo, scelto e consacrato perché il suo nome resti sempre, e i suoi occhi e il suo cuore sono qui tutti i giorni (cfr. 2 Cr 7, 15-16)