È finita l’estenuante contesa legale su Asia Bibi. La Corte suprema pakistana ha respinto la petizione dei radicali islamici che volevano ribaltare la sentenza d’assoluzione nei confronti di Asia Bibi, condannata a morte nel 2010 per blasfemia e prosciolta a fine ottobre 2018. Da poco è stato reso noto il parere dei tre giudici, tra cui il presidente del massimo organo giudiziario del Paese. Così egli ha motivato la decisione: “Il querelante non è stato capace di indicare nessun errore nel verdetto d’assoluzione di Asia Bibi [pronunciato] dalla Corte suprema”.

Asia Bibi era stata scarcerata il 9 novembre scorso, dopo 3.429 giorni di carcere, e condotta in una località segreta dove si trova assieme al marito. A tutt’oggi non ha ancora incontrato le figlie che da diversi giorni si trovano all’estero.

La conferma della sentenza è arrivato in un clima di grande tensione nel Paese: dopo la sentenza di assoluzione del 31 ottobre, gli islamisti che già prima del verdetto avevano minacciato di morte i giudici della Corte Suprema e chiesto a gran voce l’impiccagione di Asia, hanno dato vita a violente manifestazioni di piazza. Le autorità pachistane hanno disposto maggiori misure di sicurezza, specie nelle aree abitate dai cristiani e dalle altre minoranze, temendo massacri anticristiani.

Da sempre al fianco della famiglia di Asia, la Fondazione pontifica Aiuto alla Chiesa che Soffre afferma oggi in una dichiarazione ufficiale come la conferma dell’assoluzione di Asia rappresenti “una vittoria del diritto e soprattutto la vittoria di un Pakistan che ha dato prova di non volersi arrendere al fondamentalismo”.
Al tempo stesso Acs si augura che “quelle stesse persone che oggi esultano per Asia, da domani si impegnino con la stessa tenacia in difesa degli altri cristiani ancora oggi in carcere in Pakistan con la medesima accusa di blasfemia, che sono 187 secondo i dati della Conferenza episcopale pachistana”

Per approfondire vi segnaliamo questo articolo di Asianews.it.

http://www.asianews.it/notizie-it/Asia-Bibi-%C3%A8-innocente:-la-Corte-suprema-respinge-la-petizione-dei-radicali-islamici-46103.html