Tre generazioni su di uno stesso palco, quello dell’Astra. C’era Francesco Gelati che al Cinema Astra è entrato la prima volta quando aveva 18 anni, proprio il giorno dell’inaugurazione nel 1968, e oggi ne ha 70 e del Cinema è stato proiezionista per 50 anni. C’era Greta Frigerio, referente del Settore giovani di Ac, e Lorenzo Carbone, del gruppo Legàmi, rispettiamente 24 e 19 anni, che ci hanno raccontato quanto sia importante per i giovani ridare alla città uno spazio di incontro e cultura.

Ancor di più oggi al tempo del Covid. E poi c’erano la generazione di mezzo rappresentata da Marco Fumagalli, Federico Frigerio, Michele Luppi, Francesca Caminada e, con loro, altri giovani e non, a lavorare dietro le quinte. Tutti insieme per lanciare, alla città, un appello: “SalviAmo il Cinema Astra!”, un progetto di riapertura e rilancio della storica sala cittadina chiusa dal giugno 2018.

Durante l’incontro, è stata presentata la raccolta fondi, promossa tramite la piattaforma on-line della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, e il nuovo modello organizzativo pensato per proiettare il cinema, di proprietà della parrocchia di San Bartolomeo, verso un nuovo capitolo della sua lunga storia.

Si tratta di un progetto completamente nuovo rispetto al passato che poggia su quattro pilastri: il primo è la parrocchia, proprietaria dell’immobile, che è pronta a concedere la gestione per i prossimi 4 anni a costo zero.

Il secondo è PGA, una tra le più importanti case di distribuzione cinematografiche italiane che realizzerà i lavori di messa a norma e che garantirà la programmazione cinematografica dei week end con titoli di prima scelta.

Il terzo è Astra2000, una costituenda cooperativa sociale fondata da giovani che si occuperà della gestione del cinema, della programmazione del Cineforum, delle rassegne speciali e delle attività culturali per scuole e associazioni.

E il quarto? Sono i comaschi. Solo con il loro aiuto, come dimostra la lettera aperta che vi presentiamo, il cinema potrà tornare ad essere una sala di comunità aperta alla città.

Per farlo è però necessario reperire i 75 mila euro che mancano a raggiungere i 218 mila euro necessari per i lavori di adeguamento. Non si parte da zero: 140 mila sono già stati raccolti grazie a bandi vinti e dal contributo di PGA. «Se mi chiedessero perché Astra deve riaprire – si è chiesto Lorenzo – potrei citare l’importanza di spazi per la cultura, la bellezza del cinema, ma non credo sia questo il vero motivo che mi spinge ad essere qui. Astra deve riaprire per quella scritta che c’è sulla facciata: sala di comunità! Un luogo dove la generazione di mio nonno, quella di mio padre e la mia possano ritrovarsi insieme».

PER DONARE CLICCA QUI

LA LETTERA APPELLO ALLA CITTA’

mezzo secolo di storia di cinema e di incontri culturali. Ricordi ed emozioni di tante generazioni hanno segnato la cultura locale e potranno continuare ad offrire alla città l’energia che le serve per affrontare il futuro. Per questo il cinema Astra non deve morire. Ci sono due mesi al massimo per deciderne il destino. Il progetto di rilancio è convincente perché: ha già ottenuto due terzi dei finanziamenti utili per la messa a norma; ha alle proprie spalle partner industriali affidabili; il progetto tecnico è solido, concreto e futuribile; proporrà un nuovo modo di intrattenere aprendo le porte a tutti per offrire occasioni di arte e cultura; coinvolgerà i giovani in una nuova attività di impresa. Per queste ragioni serve che ora anche la città, ovvero tutti noi, facciamo la nostra parte per riappropriarci di un bene che ci appartiene da sempre: l’obiettivo è raccogliere 75.000 euro, meno di un euro a comasco. Noi siamo convinti e ci mettiamo la faccia. Chiediamo anche a voi di fare lo stesso. Diversamente il cinema chiuderà per sempre e avremo così rinunciato ad un pezzo di futuro e di speranza.

ADERISCONO ALL’APPELLO
Mario Landriscina (sindaco di Como); Marco Galimberti (presidente Camera di Commercio di Como e Lecco); Mauro Frangi (presidente di Confcooperative Insubria); Marco Mazzone (presidente CDO Como); Luca Levrini (presidente di Fondazione Volta); Fedora Sorrentino (già direttrice del Teatro Sociale); Roberta di Febo (presidente Accademia Pasta); Davide Maranchelli (regista e attore); Roberto Simone (governatore del Distretto Lions “108 Ib1”); don Davide Milani (presidente nazionale Fondazione ente dello spettacolo); mons. Angelo Riva (direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Como); Nello Scavo (giornalista di Avvenire); Chiara Giaccardi (sociologa dei media); Roberta Marzorati (pediatra); “I giovani di Legàmi”, Greta Frigerio e Paolo Arighi (Settore giovani di Azione Cattolica e Acr); I gruppi scout Agesci Como 1, Como 3 e Como 45.