Sabato 24 gennaio, alle 10.00, nella chiesa del Monastero della Visitazione di via Briantea a Como, il Vescovo, cardinale Oscar Cantoni, presiede la Santa Messa nella ricorrenza liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e fondatore, con Santa Giovanna Francesca Fremyot di Chantal, dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria. Fra i concelebranti, don Stefano Stimamiglio, direttore di “Famiglia Cristiana” e assistente ecclesiastico regionale dell’UCSI (Unione cattolica stampa italiana). Per consentire anche ai più lontani di partecipare alla tradizionale celebrazione, a cui sono invitati giornalisti e operatori del mondo della comunicazione, la Messa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del “Settimanale della diocesi di Como”. Qui sotto il link alla diretta.

Al termine della liturgia, seguirà un momento conviviale condiviso con le monache visitandine. A seguire, sempre negli spazi del monastero, un confronto con don Stimamiglio e, compatibilmente con gli impegni in agenda, con il cardinale Cantoni, sul tema della 60esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si terrà nel prossimo 17 maggio (solennità dell’Ascensione). Il tema scelto da papa Leone XIV è “Custodire voci e volti umani”. A promuovere l’incontro di sabato sono: Monastero della Visitazione di Como, Ufficio diocesano comunicazioni sociali della diocesi di Como, UCSI Como, Settimanale della diocesi di Como, AseD (Amici del Settimanale della diocesi di Como).

LA FIGURA DI SAN FRANCESCO DI SALES
Teologo, dialettico, vescovo di Ginevra e, soprattutto innovatore nelle forme della comunicazione, san Francesco di Sales (1567-1622), ai mezzi classici come la predicazione e la disputa teologica, accostò la pubblicazione di fogli volanti e manifesti che, pensati come mezzo di catechesi e informazione religiosa, potevano raggiungere tutti attraverso l’affissione murale o la consegna ai singoli usci. Vastissima la sua produzione scrittoria: oltre 30mila lettere e un capolavoro di mistica come il Trattato dell’amore di Dio, redatti con un linguaggio semplice e insieme elegante, coinvolgente e ricco d’immagini. Una figura di riscoprire dai comunicatori di oggi, quella di san Francesco di Sales. A toni polemici e atteggiamenti severi, Francesco preferì sempre il metodo del dialogo e della dolcezza, seguendo la massima: «Se sbaglio, voglio farlo per troppa bontà piuttosto che per troppo rigore». Per questi motivi papa Pio XI nel 1923, lo assunse a “patrono dei giornalisti”. All’indomani del Vaticano II, Paolo VI volle nuovamente additare il santo come modello dei giornalisti cattolici nella lettera apostolica Sabaudie gemma. È diventata poi tradizione che il testo del messaggio del Papa in occasione della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali venga pubblicato proprio in concomitanza con la memoria liturgica del 24 gennaio.


Diversi Pontefici hanno parlato della testimonianza del patrono dei giornalisti e delle visitandine. San Giovanni XXIII, accogliendo in udienza proprio gli aderenti all’UCSI, sottolineò che «la figura di san Francesco di Sales non è di quelle che si possono contenere entro limitati orizzonti… Egli è rimasto come l’incarnazione della pietà sorridente e forte, in cui si fondono la poesia ingenua di san Francesco d’Assisi e l’amore chiaroveggente di sant’Agostino». Papa Benedetto XVI, nella catechesi di mercoledì 2 marzo 2011 così si espresse su san Francesco di Sales: «in una stagione come la nostra che cerca la libertà, anche con violenza e inquietudine, non deve sfuggire l’attualità di questo grande maestro di spiritualità e di pace, che consegna ai suoi discepoli lo “spirito di libertà”, quella vera, al culmine di un insegnamento affascinante e completo sulla realtà dell’amore. San Francesco di Sales è un testimone esemplare dell’umanesimo cristiano».

IL MESSAGGIO DI PAPA LEONE PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2026
Nel presentare l’argomento della 60esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali -“Custodire voci e volti umani” – così si esprime il Dicastero della Comunicazione. «Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale». La comunicazione pubblica «richiede giudizio umano, non solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana». Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali.

«L’intelligenza artificiale – dicono dal Dicastero Pontificio – può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze». Da qui la riflessione di papa Leone, perché «è sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l’alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy). Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito».