Un messaggio di profonda comunione ecclesiale e gratitudine è giunto dal Patriarcato Latino di Gerusalemme alla Diocesi di Como. In una lettera datata 7 aprile 2026, il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha scritto al Vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, esprimendo riconoscenza per la vicinanza e il sostegno dimostrati verso la Chiesa di Gerusalemme, in particolare attraverso la solidarietà concreta a favore delle popolazioni più provate. È il segno di un legame vivo e operante tra la Chiesa di Como e la Terra Santa.

Nel messaggio, il Patriarca ha richiamato il significato della Pasqua come fondamento della comunione ecclesiale, sottolineando come da essa scaturisca la condivisione fraterna tra le Chiese. In questo spirito, è stato ricordato con gratitudine l’accredito ricevuto il 23 marzo 2026 dall’Ufficio Amministrativo del Patriarcato: un contributo di circa 41mila euro, destinato – tramite Caritas – a sostenere le necessità della popolazione di Gaza e l’opera pastorale di padre Gabriel Romanelli.
Il cardinale Pizzaballa, nella lettera, sottolinea, come tale gesto rappresenti un segno concreto di solidarietà e di attenzione verso i molteplici bisogni della comunità locale, rafforzando i legami di fraternità tra le Chiese. Alla luce della Pasqua, il Patriarca ha rivolto un augurio di fede e speranza, richiamando le parole del Vangelo di Giovanni: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (Gv 11,25), invitando a guardare con fiducia al mistero della vita che vince la morte.

Ricordiamo che il contributo indicato dal cardinale Pizzaballa fa parte della raccolta fondi, avviata nell’estate 2025, che ha già raggiunto complessivamente 160 mila euro destinati alla Striscia di Gaza, ma anche alle comunità di Cisgiordania e Libano. Una solidarietà che, attraverso la Caritas della diocesi di Como, prosegue ancora. “Un vero inferno si è abbattuto su di noi in un lasso di tempo brevissimo. Nel giro di mezz’ora, più di cento aerei israeliani hanno colpito ovunque in Libano: non c’è stata una sola regione risparmiata. Ancora oggi facciamo fatica a capire cosa sia realmente successo e perché”. Monsignor César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini (Libano), racconta come in Libano si stanno vivendo queste ore di fuoco. All’agenzia Sir (CEI), il presule ha detto: “Tutto il Libano ha tremato: gli aerei da una parte, le bombe dall’altra, le esplosioni, il fumo, i morti, le sirene, gli ospedali pieni di feriti di bambini, donne, uomini. Ovunque”. Il vicario si è messo subito al telefono contattando tutti e dappertutto, “anche nei nostri conventi, per avere notizie dai frati. Si sentiva persino un forte odore di bruciato a Beirut. Questo ti fa pensare che l’impatto sarà più ampio: quante persone, domani, si ammaleranno a causa dell’inquinamento e delle condizioni ambientali?”.

Gli effetti dei raid israeliani sul Libano – foto AFP-SIR













