La lotteria della speranza facile, che promette l’illusione di benessere facile e, invece, il più delle volte lascia dietro di sé solitudine, debiti e famiglie ferite. È dentro questo scenario che la diocesi di Como rilancia il proprio impegno contro l’azzardo patologico, proponendo la “Tenda del Buon Gioco”, iniziativa promossa dalla Caritas diocesana, domenica 31 maggio, nel cuore del centro storico di Como. Un appuntamento che si inserisce nel progetto nazionale di Caritas Italiana “Vince chi smette” e che vuole riportare il tema della ludopatia dentro la vita quotidiana delle comunità.

La “tenda” sarà allestita in via Primo Tatti, in piazza Piercesare Bordoli, dalle 11.00 alle 17.00: non un semplice stand informativo, ma uno spazio aperto di ascolto e confronto, pensato per incontrare cittadini, famiglie e giovani, offrendo occasioni di dialogo e strumenti di accompagnamento. L’obiettivo, dicono da Caritas «è contrastare la normalizzazione dell’azzardo, ormai diffuso attraverso gratta e vinci, slot machine, piattaforme online e scommesse sportive digitali».
Il quadro che emerge dai dati è impressionante. Nel 2025 in Italia sono stati giocati 165 miliardi di euro. Il fenomeno coinvolge il 37% dei ragazzi under 19 e oltre un quarto degli over 65. Eloquenti i numeri locali: nella sola provincia di Como sono stati spesi 3,3 miliardi di euro in azzardo, di cui quasi la metà online. A Como città si arriva a 315 milioni, mentre Cantù supera gli 88 milioni. In provincia di Sondrio (che è parte della diocesi) nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono stati giocati 223 milioni di euro (altissimo l’impatto pro capite).
Numeri che raccontano non soltanto una dipendenza individuale, ma una vera emergenza sociale. Dietro il “gioco” si nascondono spesso indebitamento, impoverimento, crisi familiari e, nei casi più gravi, usura e criminalità. Dal 2013 la ludopatia è riconosciuta come patologia, proprio per la sua capacità di compromettere relazioni, lavoro e stabilità personale.

In questo contesto si colloca anche la forte attenzione pastorale del vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, che negli ultimi anni ha richiamato più volte la comunità cristiana a non sottovalutare il fenomeno. Nelle “Indicazioni pastorali per un anno di grazia. Giubileo della speranza 2025”, il vescovo parla apertamente delle “nuove povertà”, indicando tra queste «la ludopatia e le dipendenze che colpiscono soprattutto adolescenti e giovani», con pesanti conseguenze economiche e relazionali sulle famiglie. «Come comunità cristiana e civile non possiamo sottovalutare i singoli casi», scrive Cantoni, invitando a una presa di responsabilità condivisa.
L’iniziativa del 31 maggio nasce proprio da questa sollecitazione pastorale. La Caritas diocesana ha avviato nei mesi scorsi un percorso stabile di ascolto e sensibilizzazione. Dall’autunno 2025 è stato attivato uno sportello, al Centro Cardinal Ferrari di Como, si sono svolti un’ottantina di colloqui con giocatori e familiari. Parallelamente sono stati promossi incontri nelle parrocchie, nei Centri di ascolto, nelle scuole e nelle associazioni del territorio.

L’esperienza maturata mostra come il problema non riguardi soltanto situazioni marginali. «Sempre più spesso l’azzardo viene percepito come una via di uscita dalle difficoltà economiche o dalla precarietà – riflette il direttore della Caritas diocesana Rossano Breda –, soprattutto in un tempo segnato da fragilità diffuse e da una cultura digitale che rende il gioco accessibile in ogni momento. Per questo la diocesi insiste su un approccio che unisca prevenzione, prossimità e accompagnamento concreto».
La “Tenda del Buon Gioco” vuole allora diventare un segno pubblico di questa presenza: «una Chiesa – chiosano da Caritas – che non si limita a denunciare il rischio, ma sceglie di stare accanto alle persone, offrendo ascolto e percorsi di liberazione».
Per fissare un colloquio è necessario chiamare il numero di contatto 375 1355437 o inviare una mail a vincechismette@caritascomo.it. Info anche su www.caritascomo.it.









