L’arrivo dell’estate e delle vacanze comporta dei cambiamenti, magari minimi, ma da considerare riguardo l’uso dei farmaci. Proviamo a dare delle “istruzioni per l’uso” che semplifichino o che per lo meno non rovinino il giusto periodo di riposo. Prima cosa, non scontata: se partite ricordate di portare con voi le medicine che assumete regolarmente. Per citarne alcuni: anti-ipertensivi, anti-diabetici, broncodilatatori, ansiolitici, anti-aritmici. Non date per scontato infatti che qualsiasi farmacia di un luogo vacanziero ve li fornisca in automatico. Serve ricetta e senza rischiate di dovervi sottoporre a visita medica, da parte di un professionista che, sempre che lo troviate, magari non è d’accordo con le indicazioni terapeutiche e dopo rischiano di nascere incomprensioni, dubbi e imbarazzi.

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Ancora, magari la farmacia di villeggiatura non ha proprio quel farmaco, ma uno che gli assomiglia, perché siamo una nazione fortemente regionalizzata riguardo la sanità. Se contiene lo stesso prodotto chimico (generico o brand) benissimo, ma occhio ai dosaggi o magari alle formulazioni a rilascio istantaneo o “retard”. Non si tratta dello stesso modo di curarsi. Per chi va all’estero, pur portando con sé i propri medicinali, accompagnateli alle prescrizioni mediche (referti o ricette). Alcune dogane le esigono, altrimenti rischiate il contrabbando di farmaci.

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Guardate poi a come conservarli, alcuni hanno dei limiti di temperatura. Sappiamo che non vanno abbandonati al sole, tipo in auto per ore in attesa dei traghetti o situazioni simili. Altra cosa: le medicine hanno il proprio valore curativo se conservate nei propri blister o contenitori integri. Lo scriviamo anche per i tanti che hanno l’abitudine di preparare dei “micro-vassoi” a volte magari creativi ma un po’ improvvisati, dove a volte pianificano il “menù” della settimana, mescolando diverse pillole (alcuni ne assumono anche 8-9 al giorno) e distinguendole solo in base al colore. Non va bene. Nessuna ansia anticipatoria: lasciateli nelle loro confezioni originali fino al momento dell’assunzione. Altro evento delicato: attenzione al cambio di assistenza per i malati più fragili, non autonomi. Alla rotazione del care-giver, magari un parente, una badante o altro, che giustamente vanno in vacanza, si assiste spesso a errori nelle somministrazioni delle medicine. Per incomprensioni, per consegne errate o frettolose, per barriere linguistiche o anche, va detto, per diverse interpretazioni, della serie: “so io come fare con malati di questo tipo”.

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Attenzione poi al cambio di alimentazione, che spesso non è compatibile con taluni farmaci. Ben lo sanno coloro che assumono anti-coagulanti, del tipo vecchio o nuovo. Oppure attenti che il cibo dell’albergo, della crociera, o della nuova badante, non sia in linea non la malattia che affligge il malato cronico. Chiedete poi sempre ai vostri medici curanti se alla luce del clima taluni farmaci vanno modificati nella composizione, nel dosaggio o se vanno integrati ad altre sostanze. Vale soprattutto per la cura dell’ipertensione arteriosa. Attenti comunque sempre all’alimentazione, che è la nostra prima cura. Non vogliamo aggiungere stress, solo poche “dritte” per non rovinarsi le giuste e meritate vacanze.
dott. Mario GUIDOTTI











