Un cerchio si chiude. La vita va avanti. La memoria vive, il futuro è da costruire. Erano in un centinaio, domenica scorsa, tra scout, guide, rover, scolte e genitori del gruppo Como 3°, ritrovatisi a Corteno Golgi, in Val Camonica, per arrampicarsi a piedi fino ai luoghi che ospitarono il campo estivo dei reparti nel 2023.
Della devastazione provocata dalla tempesta di quel maledetto 25 luglio, che si è portata via la vita della giovane Chiara Rossetti, poco è rimasto oggi. Nel luogo dove sorgeva la palafitta, su cui piombò un albero spezzato dalla furia del vento, restano solo qualche ramo e foglie sparse. Un punto uguale a ogni altro del sottobosco della valle, eppure tragicamente diverso. Solo il ricordo di chi c’era, chiudendo gli occhi, ridisegna quello spazio… Qui c’era la tenda, là la cucina, qui sotto i portazaini, ancora più in là…
Da domenica a custodire quei luoghi c’è un nuovo ospite che si unirà agli animali del bosco. È l’effigie in legno di un panda rosso, che una mano d’artista ha portato alla luce dal legno grezzo. Ad accompagnare la scultura, una targhetta con poche righe: “Chiara. Sei ovunque io sia. 25-07-2023. Le tue giagu e il Como 3°”. I Giaguari, la squadriglia di amiche e compagne con cui lei ha condiviso quei giorni di campo. Gli ultimi della sua breve esistenza.
La giornata è iniziata nella chiesa di Corteno, con la S. Messa. A celebrarla, il passato e il presente del Como 3°: don Angelo Riva, a lungo guida e punto di riferimento spirituale del gruppo scout, oggi arciprete di Chiavenna, e don Giovanni Ballerini, il nuovo giovane assistente. «Questa mattina ci siamo ritrovati per ricordare Chiara – sono state le parole di don Angelo –. Ma cosa vuol dire ri-cordare? Non tanto un esercizio mentale, quanto “riportare al cuore”. Eccoci, allora, con questo spirito a vivere il suo ricordo. Un ricordo riempito dall’amore di chi l’ha conosciuta, le ha voluto bene, e ha beneficiato del suo amore. Della sua spensieratezza e voglia di vivere. Perché questo era Chiara. Una ragazza che amava la vita, lo scoutismo, l’oratorio. E che oggi, con il suo dolce sorriso, ci direbbe: “Andate avanti!”. Questa è l’esortazione più grande che ci lascia. L’invito a continuare a camminare, con lo sguardo proteso davanti a noi. Senza voltarsi indietro. Perché continuerà a essere dentro tutti coloro che l’hanno sempre amata. Oggi e per sempre».
Terminata la celebrazione, la salita a piedi fino al luogo del campo, per la benedizione del piccolo panda rosso, collocato qualche decina di metri sotto il luogo dove sorgeva la palafitta. E poi l’ultimo saluto a quell’angolo di bosco, che di Chiara conserverà la memoria. L’addio a un luogo, ma non a Chiara, la cui presenza rimarrà sempre viva nel Como 3°. “Sei ovunque io sia”: quella frase scolpita nel legno è una promessa che guarda al futuro.
Non solo lacrime, ma anche qualche sorriso, si sono visti domenica scorsa. Segno che lo spirito di Chiara si è trasformato in una brezza leggera che continua a soffiare e ad accarezzare i cuori.
Il 27 ottobre, alle ore 19, nella cappellina della sede scout milanese di via Burigozzo 11, a Milano, si pregherà per tutte le guide e gli scout defunti. Tra loro anche un piccolo panda rosso. “Ricordiamo con un gesto di riconoscenza tutti i defunti scout che ci hanno preceduti sulla strada dell’amore e del servizio” (dal libro «Baden. Vita e pensiero di mons. Andrea Ghetti»).



















