Per il mese di ottobre, mese tradizionalmente più missionario (non che gli altri undici non lo siano!) papa Leone XIV già da tempo ha inviato un messaggio dal titolo “Uno in Cristo, uniti nella missione”. Prendo spunto dalle sue riflessioni per un racconto personale e corale dei miei primi sette mesi di presenza nella missione diocesana di Mirrote. Il centro della vita cristiana è la relazione d’Amore tra il Dio trinitario e ogni battezzato. Tutte le mattine nella nostra cappellina, rinnovata con impegno e creatività dagli amici venuti a trovarci ad agosto, davanti all’Eucarestia prego con questa frase: “Gesù, sono qui con Te e per Te”. E non tengo nascosta a don Filippo e a don Angelo la mia “preoccupazione” di poter celebrare, possibilmente tutti e tre insieme, la Santa Messa quotidiana: pochissimi sono stati finora i giorni di “digiuno” dallo Sposo!


In verità nelle visite alle comunità non manca mai questo momento, dalla durata sempre superiore all’ora e mezza, e che per molti battezzati che vivono lontani rappresenta una rara opportunità lungo l’intero anno. A questo proposito stiamo reintroducendo nelle quattro regioni, a precise condizioni, la possibilità della Comunione per le prossime feste di Natale e Pasqua. Sono state soprattutto le donne ad esprimere nei tempi di ascolto che ho avuto con loro il desiderio di ricevere l’Eucarestia almeno nelle grandi solennità. Spesso la partecipazione ministeriale delle donne è marginale perchè non alfabetizzate, ma a quanto pare più capaci di cogliere il Cuore della nostra comune fede.
Più complicata per tutti, e anche per me, la frequente riconciliazione sacramentale.

INVITO ALLA FRATERNITA’
Il Papa invita alla fraternità, ad essere testimoni di unità. Pare ovvio che adesso nella missione diocesana tre sia ancora meglio che due. Scattano dinamiche di inclusione e di presenza costante, di disponibilità e servizio più ampi, soprattutto se uno è impegnato fuori sede. Sta cambiando tra noi e per i fedeli anche il linguaggio: si fa riferimento a una “équipe” missionaria e non più solo ai “padri”. Certo, la fraternità è uno stile di profondo affetto, disinteressato, di dialogo e correzione nella carità, di collaborazione per un comune scopo. Direi che ci stiamo impegnando, anche attraverso spazi di condivisione della Parola e degli impegni che ci vedono personalmente attivi. In questi mesi inoltre per me sta crescendo la familiarità con gli stretti collaboratori della parrocchia e delle quattro regioni attraverso gesti semplici e cordiali come affettuosi e sorridenti saluti, il mangiare insieme e informarsi dei loro cari, regalare quadretti con la stampa delle foto delle loro famiglie, gioire nelle occasioni di festa e far ricordare nella Messa i loro defunti.

CHIESA IN CAMMINO
Il messaggio di quest’anno, a cento anni dalla istituzione della giornata missionaria mondiale, richiama ogni fedele affinchè si riconosca il “Bene” negli altri. Non mi richiede grande sforzo il custodire nel cuore “l’innamoramento” della missione e dei cristiani di Mirrote in particolare. Sono stati mesi intensi con gli esami per i cresimandi e tre celebrazioni del Crisma con il vescovo Alberto, uomo “alla mano” e pastore paziente e insieme stimolante. Qualche giorno di riposo casalingo fino a fine settembre e poi ancora mesi di strada sterrata per i passaggi di tappa nella catechesi, prima della stagione delle piogge (da metà di dicembre in poi), quando tutto sarà fermo per le pessime condizioni dei percorsi già normalmente compromessi. In queste visite con gli occhi della fede non posso che vedere il futuro di una Chiesa che cammina e camminerà sempre più secondo lo Spirito e, vincendo qualche resistenza interiore all’uniformità, accogliere la diversità come ricchezza. Buon cammino missionario, Chiesa universalmente presente nel mondo!

Mariana Leoni