Dalle piazze svedesi a New York City, Greta Thunberg fa risuonare il suo appello ad agire per contrastare la crisi climatica. Ora, senza pretendere di arrivare alle Nazioni Unite, anche a Como però qualcosa si sta muovendo.

Passeggiando sulle rive del lago, la bellezza che offre il paesaggio rassicura e fa sentire protetti dalla cosiddetta crisi climatica, che sembra sempre troppo lontana e distante. In realtà, per la giovane redazione di FuoriFuoco, nata nel 2019 grazie a un bando YouthBank, non è così.

Durante il lungo 2020 il gruppo ha lavorato ad un progetto giornalistico dal titolo “Lago della Bilancia” (www.fuorifuococomo.it) che approfondisce lo stato di salute del Lago di Como dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Il lavoro è stato portato avanti grazie alla collaborazione con numerose realtà del territorio che da tempo si occupano di studiare il lago come l’Università degli Studi dell’Insubria, Proteus e Legambiente.

Dal documento multimediale realizzato è emerso che il Lario risente del riscaldamento globale, tant’è che la temperatura delle acque è cresciuta di 1°C in meno di trent’anni e lo scioglimento dei ghiacciai in Valtellina e Valchiavenna rimette in circolazione sostanze nocive, come il DDT, che negli anni ’70 erano rimaste intrappolate nei ghiacci. Il Lario, dunque, non è esente dalla crisi climatica e dal riscaldamento globale che ne altera il peculiare ecosistema.

Dopo aver approfondito le diverse dinamiche che mettono a rischio la salute del Lario, la redazione ha sentito l’esigenza di raccontare, sensibilizzare e condividere quanto appreso coinvolgendo la cittadinanza. Per fare ciò, però, ha ritenuto necessario costruire una rete tra le varie realtà che sul territorio già agiscono e si occupano della tematica ambientale perché, per dirla con Greta, “se vogliamo che il mondo cambi davvero, abbiamo bisogno di tutti”. Così dall’esigenza comune di agire insieme per aumentare la consapevolezza della cittadinanza sulla crisi climatica e sull’importanza della tutela e valorizzazione del territorio è nato, sul finire del 2020, Ecolario.


Ecolario vuole essere una rete nata dal basso di gruppi, associazioni, organizzazioni della società civile che si impegnano su vari fronti per aumentare la consapevolezza sul territorio circa l’importanza della tematica ambientale.

Le realtà che ne fanno parte, oltre alla redazione di FuoriFuoco, sono: We.roof, Circolo Legambiente “Angelo Vassallo”, Mani Tese Ong, Isola che c’è, Circolo Olmo, Arci Xanadù, Fondazione Alessandro Volta, SFM, la Consulta Provinciale degli Studenti e Scout CNGEI.

Tutte queste realtà, per cominciare ad agire insieme hanno dato vita a Ecolario, il primo Festival ambientale a Como che si terrà in città il 25, 26 e 27 giugno e comprenderà una serie di laboratori, escursioni, attività di pulizia, dibattiti, conferenze e proiezioni cinematografiche aperte e gratuite realizzate per coinvolgere la cittadinanza (per le prenotazioni riferirsi al sito: www.ecolariocomo.com).

Il Festival di Ecolario vuole essere un primo passo per cercare di costruire un attivismo cittadino intergenerazionale che abbia a cuore il futuro del territorio lariano e come rete punta ad unire le forze per aumentare la consapevolezza della cittadinanza attraverso azioni concrete, informazione approfondita e divulgazione scientifica sulla crisi climatica e il suo rapporto con il nostro territorio.

Giulia Tringali