L’annuncio nel corso della tavola rotonda organizzata da Cinema Astra e Confcooperative del titolo: «Come un luogo di cultura può rigenerare il suo quartiere?»

La notizia è arrivata a metà dell’incontro, dando concretezza ai discorsi che da alcuni minuti si stavano susseguendo sul palco: «Posso dirvi, non senza una certa emozione – ha annunciato Bruno Rampoldi del progetto GenerAzioni, promosso dal Consorzio Abitare di Confcooperative Insubria – che poco prima di arrivare qui al Cinema Astra ero dal notaio per formalizzare l’acquisizione dell’ex Tintostamperia Valmulini da parte del Consorzio. È il primo passo verso il recupero completo dell’area, dove sorgerà una nuova zona residenziale, affiancata da uno spazio culturale con un teatro da circa duecento posti».

Si tratta di un passo importante verso il progetto di recupero a cui il Consorzio lavora da anni [qui i dati tecnici]. L’inizio dei lavori è previsto per la fine del 2025.

Un rendering dell’area. I lavori dovrebbero partire entro la fine del 2025. Previsti 35 alloggi e un teatro da circa 200 posti

Un annuncio che non poteva trovare cornice migliore: l’occasione era la tavola rotonda “Come un luogo di cultura può rigenerare il suo quartiere?”, promossa dalla cooperativa Astra 21. Sul palco, diversi rappresentanti di realtà culturali cittadine. «Non semplici associazioni – ha precisato Nicola Curtoni del Cinema Astra – ma luoghi, perché la dimensione fisica degli spazi è fondamentale per costruire comunità».

Un confronto prezioso che ha restituito l’immagine di una Como tutt’altro che “sonnacchiosa”, come spesso viene descritta: una città attraversata da esperienze e progetti che, pur con fatica, cercano di emergere e connettersi. Perché sì, la sfida più grande resta forse quella di fare rete, superando le bolle autoreferenziali che spesso isolano anche il mondo culturale.

Federica Giglio del Teatro Sociale ha raccontato l’evoluzione di 200.Com, progetto nato nel 2013 e oggi diventato una vera istituzione cittadina, capace di coinvolgere circa 300 comaschi che diventano attori e cantanti per una sera. Accanto al festival in Arena, sono nati eventi nei quartieri e progetti di inclusione culturale, in collaborazione con le associazioni del territorio.
Particolarmente toccante Opera White, pensata per portare il teatro dentro le RSA, anche a beneficio di chi non vi è mai entrato: un gesto concreto di cultura accessibile.

Enzo D’Antuono, presidente di Spazio Gloria (Arci Xanadù), ha ricordato la riapertura del cinema, avvenuta 18 anni fa tra scetticismi generali, quando le multisale sembravano l’unica strada. «Non per romanticismo – ha spiegato – ma perché quei luoghi hanno un senso. Como appare spesso come una città spenta, eppure ci sono tante realtà attive. Nelle difficoltà nascono soluzioni. Una città culturalmente viva è una città più democratica».

Anche il TeatroGruppo Popolare, con sede in via Castellini, ha raccontato il suo lavoro sul territorio. Come ha spiegato Olga Bini, la compagnia – attiva da trent’anni – organizza corsi di teatro, spettacoli sociali e laboratori nei cortili, coinvolgendo i residenti nella creazione di scenografie e momenti teatrali condivisi.
“Portare il teatro fuori” è diventata una missione: per abbattere le barriere, generare comunità, creare legami.
Grande emozione anche per l’intervento di Giuliana, in rappresentanza del Teatro di Rebbio, oggi chiuso per ristrutturazione. «È stato un momento duro, ma grazie all’eroismo dei volontari è rinato il desiderio di riaprire». Un teatro che per anni ha rappresentato il cuore del quartiere. Ora il sogno è restituire quello spazio alle tante comunità che lo abitano. «Il teatro come porta aperta, dove ogni persona possa sentirsi a casa».

Infine, Rita Begnis ha raccontato il lavoro della Pinacoteca civica, che – oltre a custodire il patrimonio storico-artistico – si propone come presidio di comunità. Progetti con le scuole, shooting fotografici, la CoMmUnity Card: tutte iniziative per rendere i musei parte viva della città.
«I musei raccontano chi siamo – ha ricordato – e il nostro compito è far sì che sempre più persone possano riconoscersi in questo racconto».
L’incontro si è concluso con il bilancio della stagione del Cinema Astra: oltre 51 mila biglietti venduti e un importante annuncio. «Durante l’estate – hanno spiegato i gestori – sarà sostituito il proiettore: un investimento che guarda al futuro e un gesto di gratitudine verso il pubblico che ci ha sostenuti».
In chiusura, in collaborazione con Confcooperative Insubria, la proiezione del documentario I quindici di Alessandro Turchi, sulla rinascita del Birrificio Messina grazie a una cooperativa di ex dipendenti. Una scelta azzeccatissima per raccontare di come la cultura può rigenerare spazi e comunità.

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