Una nuova opportunità per stare accanto a chi soffre. L’associazione “Accanto – Amici dell’Hospice del San Martino” di Como propone un corso per volontari in cure palliative che inizierà lunedì 15 settembre presso l’Opera Don Guanella, in via Tommaso Gossi 18. Destinatari: tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della solidarietà nei confronti della persona fragile, nel contesto assistenziale della Rete territoriale delle Cure Palliative.

«Il percorso si articolerà in quattro appuntamenti informativi, aperti alla popolazione, senza alcun vincolo di impegno futuro – spiega il dott. Gianluigi Rossi, presidente di Accanto e medico palliativista -.  Per chi invece avesse interesse a diventare volontario è prevista una fase successiva, a cui seguirà un tirocinio in tutti e tre gli ambiti di attività dell’associazione: l’hospice, a domicilio e in sede. Il tirocinio si concluderà con un colloquio finale con una psicologa con cui si potrà valutare la propria propensione a questa tipologia di impegno. Una precisazione per gli operatori sanitari: potranno frequentare il corso, ma non svolgere alcuna attività di volontariato».

Dott. Rossi, che requisiti occorre avere per diventare volontari di Accanto?

«Non serve avere alcun requisito particolare. Va anche detto, però, che volontari non ci si improvvisa: con questa consapevolezza fin dall’aprile del 2013 la Federazione Cure Palliative ha ripensato i percorsi formativi per coloro che operano nelle cure di fine vita, predisponendo un documento che illustra le competenze indispensabili per una presenza attiva dei volontari nei servizi residenziali e domiciliari. A questo documento è ispirato il corso. Quello che mi sento di dire è che, innanzitutto, per questo servizio serve avere disponibilità di tempo da dedicare agli altri. E una certa propensione all’ascolto, senza minimizzare o sdrammatizzare con leggerezza. Insomma, saper accettare e affrontare il dialogo con una persona in sofferenza, accogliendone la fatica».

Quanti sono, oggi, i volontari di Accanto?

«Circa una cinquantina, 38 dei quali seguono i malati in ospedale, quattro o cinque a domicilio e qualcuno dà una mano all’associazione nell’organizzazione di iniziative ed eventi. Per noi sono un dono prezioso di cui abbiamo sempre grande bisogno».

Trovate QUI la brochure con le indicazioni del corso.