«È una benedizione potere venire qui oggi in questo luogo sacro. Siamo vicini agli 800 anni dalla morte di san Francesco, questo ci dà modo di prepararci per celebrare questo grande umile e povero santo mentre il mondo cerca segni di speranza». Sono le parole di papa Leone XIV – riportate dall’agenzia stampa SIR della Conferenza episcopale italiana – al suo arrivo ad Assisi, dove sta incontrando tutti i vescovi italiani, tra loro anche il pastore della Chiesa di Como, cardinale Oscar Cantoni, nell’incontro a chiusura dell’Assemblea generale della CEI numero 81.

Foto SIR/Gennari-Siciliani
Il Pontefice, prima di incontrare i Vescovi italiani, si è recato a pregare sulla tomba di san Francesco.
Alla vigilia di questo incontro il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha ribadito la vicinanza e la fedeltà della Chiesa italiana al Papa e l’importanza del primato nel contesto della collegialità e sinodalità che caratterizza la Chiesa. L’arcivescovo di Bologna ha inoltre ricordato il richiamo di Papa Leone XIV a mostrarsi una Chiesa unita in un mondo così diviso e l’invito affinché ogni parrocchia si faccia casa di pace e non violenza.

Assisi, 19 novembre 2025 – Conferenza Episcopale Italiana – Assemblea generale della Cei Foto SIR/Gennari-Siciliani
In merito al tema della pace, nella preghiera di mercoledì 19 novembre nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco, la Chiesa italiana ha lanciato il documento “Appello per la pace”. «Noi, Pastori della Chiesa italiana, riuniti nella città di san Francesco, uomo di pace, auspichiamo che all’umanità siano risparmiati ulteriori lutti e tragedie e sia evitata la spaventosa ipotesi di una catastrofe dalle conseguenze incalcolabili. Desideriamo rivolgerci, in particolar modo, a quanti hanno in mano le sorti dei popoli, sull’esempio del Santo di Assisi»: questo l’incipit del testo. Perché ci sia pace, dice ancora l’appello «c’è bisogno di una conversione vera, di un cambiamento profondo di mentalità». Tornano ancora attuali, prosegue il documento, «le parole di san Francesco, tante volte espresse nei suoi scritti, di fare penitenza, cioè di convertirsi realmente, di vedere uomini e cose con gli occhi di Dio, di fare nostri i suoi criteri di valore e di giudizio. È quanto oggi, sulla tomba del Santo, chiediamo umilmente a tutti e in primo luogo a noi stessi, Vescovi delle Chiese in Italia. Con voce accorata, in nome del principe della pace supplichiamo quanti governano i popoli, perché – messe al bando le armi, a cominciare dalle testate atomiche – impieghino ogni loro sforzo a servizio della pace e i mezzi a loro disposizione per combattere la fame che è nel mondo».
Nel pomeriggio di mercoledì 19 novembre, incontrando la stampa, il cardinale Zuppi ha affrontato una molteplicità di temi: prevenzione di ogni forma di abuso, attenzione alla omoaffettività, cure palliative e fine vita. Soprattutto ha indicato le priorità individuate dai Vescovi italiani: trasmissione della fede e costruzione della comunità, «in questo contesto di una Chiesa che cambia e si trasforma, immersa in un tessuto sociale caratterizzato da un sempre maggiore isolamento». Serviranno percorsi e metodi per affrontare queste sfide.













