Venerdì 19 giugno l’Ex Galoppatoio di Villa Erba, a Cernobbio, ospiterà la quarta edizione del “Meeting dei Grest”, appuntamento che riunirà circa duemila persone tra bambini, ragazzi, adolescenti, educatori e volontari provenienti dagli oratori del vicariato di Como e da alcune realtà del territorio. Un evento cresciuto anno dopo anno, fino a diventare una delle esperienze più significative dell’estate oratoriana comasca. «È stato un lavoro che ci ha permesso di far collaborare i rappresentanti degli oratori di tutto il vicariato», spiega don Fabio Melucci, referente della pastorale giovanile del vicariato di Como. Sono quindici gli oratori coinvolti, dalle comunità cittadine a quelle del lago, segno di una rete sempre più solida e capace di costruire percorsi condivisi.

La giornata inizierà alle 9.30 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 11 sarà celebrata la Messa presieduta dal vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni. Seguiranno attività, laboratori e momenti di animazione che culmineranno nel pomeriggio con 38 stand ispirati al mondo del luna park, ideati e gestiti dagli stessi oratori. Giochi, sfide e percorsi pensati per coinvolgere bambini e ragazzi in un clima di festa, amicizia e collaborazione. Tra i momenti più attesi ci sarà la testimonianza dei frati francescani di Milano, chiamati a rispondere a una domanda tanto semplice quanto provocatoria: «Perché san Francesco è ancora vivo?». Un interrogativo che accompagnerà i giovani alla scoperta dell’attualità del santo di Assisi, figura scelta come riferimento del Grest 2026, attraverso temi come fraternità, pace, semplicità e attenzione agli altri.

Ma il significato del Meeting va oltre il programma della giornata. Per don Melucci il Grest continua a rappresentare una delle più preziose esperienze educative offerte dalle comunità cristiane. «Non sono semplicemente centri estivi o luoghi dove lasciare i ragazzi durante le vacanze. Sono spazi nei quali adolescenti e adulti scelgono di spendere tempo ed energie per i più piccoli attraverso il gioco, l’amicizia e la condivisione». Protagonisti sono soprattutto gli adolescenti che, ogni estate, si mettono al servizio come animatori. Un’esperienza che li aiuta a crescere nella responsabilità, nella gratuità e nella capacità di costruire relazioni autentiche. «Il Grest è forse l’unica esperienza pastorale che riesce a mettere insieme bambini, giovani, adulti, anziani e volontari, creando un vero crocevia di relazioni», sottolinea il sacerdote.

Il Meeting dei Grest diventa così la fotografia di una Chiesa viva, capace di unire gioco, ascolto della Parola, amicizia e servizio. Un risultato che nasce da mesi di preparazione e dal lavoro di decine di persone. «Dietro c’è un’organizzazione complessa, fatta di permessi, sicurezza, logistica e volontari. È un grande movimento di energie», racconta don Melucci, confessando con un sorriso che «l’unica notte in bianco dell’anno è sempre quella che precede il Meeting».