Campane a festa e applausi dei ragazzi mentre il vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, con la vanga copre di terra la prima pietra del nuovo oratorio sul vecchio campo da calcio di Olgiate Comasco (Co). Un gesto semplice e solenne che segna «un’ulteriore passo» verso la realizzazione dell’oratorio San Giovanni Bosco della parrocchia dei Santi Ippolito e Cassiano. La cerimonia, nel pomeriggio di domenica 1° marzo, ha radunato giovani, famiglie, associazioni, autorità civili e militari. Un momento storico per la comunità di Olgiate Comasco, frutto di tre anni di lavoro della Commissione coordinata da Vittore De Carli. L’opera – circa 4 milioni di euro, per l’80% già coperti – punta con decisione sull’inclusività. A guidare la comunità in questo percorso è il parroco, don Flavio Crosta. «È la fine di un lungo cammino fatto di attesa, di passaggi complessi, di momenti di fatica, ma anche di scoraggiamento», racconta. Le difficoltà, però, «non sono state un ostacolo, ma il segno che stavamo costruendo qualcosa di vivo, qualcosa che meritava perseveranza».
La domanda di fondo ha accompagnato tutto il percorso: che senso ha oggi costruire un oratorio, in un tempo in cui tanti ragazzi sembrano allontanarsi dagli ambienti parrocchiali? «C’è tanta voglia di crescere, di educare, di custodire legami – osserva don Crosta – e soprattutto ci sono tanti ragazzi e tanti giovani. Ecco perché a un certo punto abbiamo deciso: ne vale la pena».

L’oratorio che nascerà non sarà soltanto un edificio nuovo. «Sarà una casa accogliente, uno spazio educativo, un luogo di incontro – spiega il parroco – non soltanto una realtà parrocchiale, ma un dono per tutta la città». Un luogo aperto alla collaborazione con chi, sul territorio, condivide «la passione educativa» .
Forte il richiamo all’inclusione. «Cosa significa un oratorio inclusivo? Dare spazio a ogni persona. Anche chi ha una diversa abilità deve poter entrare e sentirsi valorizzato». Il progetto prevede spazi accessibili e ambienti flessibili, capaci di adattarsi a esigenze diverse . Un investimento strutturale che traduce in scelte concrete la convinzione espressa anche dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, presente alla cerimonia, sull’urgenza di valorizzare talenti e potenzialità.
Durante la Messa nella chiesa parrocchiale, il cardinale Cantoni ha invitato a «mettersi di nuovo in cammino», ricordando che l’oratorio «non è solo un luogo di svago, ma uno spazio abitato da chi vuole affrontare le sfide del presente progettando il futuro». Per don Crosta, posare una pietra «significa affidare al Signore un futuro», soprattutto quello dei ragazzi. «È una promessa che diamo loro: noi crediamo in voi». Con una prospettiva concreta: in un anno e mezzo la struttura potrebbe essere completata. E allora, guardando indietro, la comunità potrà riconoscere che quella pietra, coperta di terra e di applausi, era davvero l’inizio di una nuova stagione educativa.





















