Domenica 19 aprile riaprirà il Teatro Nuovo di Rebbio con un concerto dal titolo: “Questa terra è la mia terra, il tuo cuore è il mio cuore“.
L’annuncio è arrivato alla vigilia della Settimana Santa: il Teatro Nuovo di Rebbio presto riaprirà. A confermarlo al Settimanale, dopo che la notizia era già trapelata sui media cittadini, è il parroco don Giusto Della Valle. La commissione comunale di vigilanza ha infatti dato il via libera all’agibilità della struttura.
Per capire il valore di questo traguardo occorre ripercorrere una vicenda iniziata nel maggio 2024, quando una segnalazione anonima ai Vigili del Fuoco su presunte irregolarità della struttura ha dato il via a un lungo dialogo con le istituzioni. Già in estate erano partiti alcuni lavori di adeguamento, ma gli interventi effettuati non erano stati ritenuti sufficienti dalla Commissione comunale di vigilanza che, nel novembre successivo, aveva negato l’agibilità alla sala, costringendola alla chiusura.
A metà gennaio 2025 la parrocchia aveva lanciato un piano di interventi da 150 mila euro, di cui 80 mila da raccogliere tramite donazioni. La risposta della comunità aveva superato ogni aspettativa; soldi quanto mai necessari di fronte ai costi totali arrivati a 250 mila euro: 185 mila raccolti grazie alle donazioni, i restanti a carico della parrocchia, di cui 20 mila ancora da saldare.
«La cifra è lievitata», spiega don Giusto, «sia per interventi resi necessari ai fini dell’agibilità — come la realizzazione di una scala per garantire un accesso indipendente al locale sottostante — sia per lavori migliorativi scelti nell’ottica di una manutenzione straordinaria, come il rifacimento del portico antistante l’ingresso».
Un investimento che guarda al futuro, non solo all’adeguamento normativo. La soddisfazione del parroco è palpabile, ma lo sguardo è già proiettato avanti: «Quello che vorrei è che il Teatro Nuovo possa non solo riaprire, ma rilanciare, grazie al prezioso lavoro dei volontari, il suo ruolo a servizio del quartiere. Non solo come spazio a disposizione di chi cerca un luogo per le proprie iniziative artistiche e culturali, ma come luogo di creatività, dove possano nascere proposte, magari con uno sguardo privilegiato alle scuole».
Un augurio che, dopo mesi di cantiere e attesa, suona finalmente come una promessa concreta.












