Il progetto presentato dal vescovo di Orano, mons. Davide Carraro, era inserito tra i progetti presentati durante la Quaresima missionaria. Un progetto che torna d’attualità al termine della storica visita di Papa Leone XIV.

«Essere minoranza non significa essere isolati o marginali, ma al contrario essere chiamati a vivere una presenza significativa, umile e attenta. Ciò implica aprire i nostri cuori e le nostre vite all’altro, ricercare la conoscenza reciproca, coltivare la comprensione e la solidarietà, senza rinunciare a ciò che siamo».
Con queste parole il vescovo di Orano, mons. Davide Carraro, presentava al Centro missionario diocesano la realtà della Chiesa in Algeria, in occasione della presentazione del progetto «Ho bisogno della verità dell’altro: sala Abdelkader Alloula al Centro Pierre Claverie», inserito tra quelli finanziati con le offerte raccolte durante la Quaresima appena conclusa (per un valore complessivo di 10 mila euro).

La Diocesi di Orano è una delle quattro presenti in Algeria, con una popolazione di 10 milioni di abitanti e una comunità cristiana che non supera le cinquecento persone, tra pochissimi cristiani algerini e altri fedeli di passaggio — studenti, migranti in transito, lavoratori.

Il Centro è intitolato al beato Pierre Claverie, ultimo dei 19 martiri dell’Algeria, di cui il 1° agosto ricorreranno i 30 anni dalla morte.

L’ingresso del Centro dedicato al beato Pierre Claverie a Orano

«“Ho bisogno della verità dell’altro” – racconta mons. Carraro -: in questa espressione semplice e radicale, Pierre Claverie ha racchiuso una visione profonda del dialogo interreligioso. Non si tratta di uno slogan né di un invito generico alla tolleranza, ma di una convinzione spirituale maturata nell’esperienza dell’incontro e della condivisione. Il dialogo interreligioso non implica la rinuncia alla propria fede né l’indebolimento della propria identità. Al contrario, esso nasce da una fede adulta, capace di riconoscere che la verità non è mai un possesso esclusivo, ma un cammino da percorrere insieme. Dire «ho bisogno della verità dell’altro» significa accettare di lasciarsi interrogare, arricchire e talvolta mettere in discussione dall’esperienza religiosa e umana dell’altro.

Forti di questa convinzione, la Diocesi aveva promosso la costruzione di un centro culturale nell’episcopio di Orano, dove mons. Claverie fu ucciso. Qui, grazie anche al contributo della Diocesi di Como, si è deciso di restaurare la sala principale intitolata ad Abdelkader Alloula, ucciso due anni prima, nel 1994, nella stessa dinamica degli anni neri dell’Algeria. La sala sarà completamente ristrutturata per permettere di ospitare incontri e conferenze.

«Il dialogo interreligioso — conclude il vescovo Carraro — per noi non è una strategia né una tecnica, ma uno stile di vita: vivere accanto all’altro, ascoltare prima di parlare, cercare insieme ciò che rende l’uomo più umano e il mondo più fraterno. La verità, infatti, non si impone né si possiede, ma si scopre nella relazione. È in questo orizzonte che il dialogo interreligioso diventa un autentico cammino di pace e di fraternità».

E’ ancora possibile contribuire con offerte al progetto dell’aula studio (così come a tutti i progetti della Quaresima di fraternità).

Per informazioni visita il sito centromissionario.diocesidicomo.it