Il Centro di Aiuto alla Vita, da 47 anni accanto alle mamme, chiede sostegno: i fondi calano, le richieste aumentano e il bilancio 2025 chiude con un forte disavanzo.
Oggi più che mai la crisi economica si fa sentire ovunque, riducendo la capacità delle famiglie di affrontare le spese quotidiane e facendo crescere le richieste d’aiuto al pubblico e al privato. Ne risente anche il Centro di Aiuto alla Vita (CAV) di Como: sempre più coppie si trovano in difficoltà all’arrivo di un bambino, un evento gioioso che porta con sé la preoccupazione di riuscire a mantenerlo e a non fargli mancare ciò di cui ha bisogno, soprattutto quando ci sono altri fratelli o sorelle più grandi.
Da 47 anni accanto alle mamme
L’associazione si occupa della gravidanza fino al compimento del primo anno del bambino e lo fa da 47 anni, adattando la propria attività alle esigenze di ogni periodo storico. A prendere in carico le situazioni sono volontari, che cercano di offrire l’aiuto richiesto e necessario. Il CAV gestisce inoltre tre comunità mamma-bambino, dove le richieste di ospitalità sono sempre tante: un dato che, sottolinea l’associazione, dovrebbe far riflettere sullo stato della nostra società, se ogni giorno mamme e bambini devono essere accolti in comunità, di norma con decreto del tribunale per i minorenni.
Un bilancio in forte disavanzo
Il Centro di Aiuto alla Vita, come altre realtà del terzo settore, si sostiene grazie alle donazioni di privati e parrocchie, al 5xmille e all’8xmille. Non riceve contributi da alcun ente pubblico. Anche queste entrate hanno però subito un brusco e consistente arresto, tanto da portare l’associazione a presentare, per il 2025, un bilancio con un disavanzo altissimo. «Da soli non ce la facciamo più», è la sintesi.
L’appello è rivolto a chi ha a cuore il bisogno degli altri e magari ha le possibilità economiche, ma non il tempo da dedicare a questa causa. In un corso di fundraising, ricorda l’associazione, era stato sottolineato come il donatore sia il vero protagonista della relazione d’aiuto: senza il suo intervento, anche con tutte le capacità e le attitudini del mondo, non si può realizzare nulla. Per questo, ora, è il CAV a chiedere aiuto.
A cosa serve una donazione
Ogni contributo si traduce in un aiuto concreto: permette di accogliere mamme e bambini in emergenza, sostenere gravidanze difficili con ascolto e accompagnamento, offrire beni di prima necessità a neonati e famiglie fragili, realizzare progetti educativi e di inclusione sociale, accompagnare le donne verso l’autonomia abitativa, lavorativa e personale.
Come donare al CAV Como
Sostenere l’associazione è possibile in diversi modi: attraverso il sito, con QR Code o PayPal, tramite la pagina Facebook o con bonifico bancario. A ogni donazione seguirà, su richiesta, una regolare ricevuta da inserire nella dichiarazione dei redditi.
«A chiunque potrà darci una mano diciamo grazie, di cuore», conclude la presidente Daniela Matarazzo. Ricevere una donazione, spiega, è anche un atto di condivisione della missione e un modo per sentirsi meno soli nel portare avanti un’attività che «non fa audience», ma che rappresenta una risposta a un futuro incerto per tante famiglie e mamme con i loro bambini.
Daniela Matarazzo
Presidente Cav Como











