«La gioiosa notizia del Natale del Signore, del Dio fatto uomo, non è rimasta circoscritta agli umili pastori di Betlemme e nemmeno riservata al solo popolo di Israele, ma si è diffusa ovunque, raggiungendo e coinvolgendo  tutti gli uomini, fino agli estremi confini della terra». Queste le parole del Vescovo monsignor Oscar Cantoni nell’omelia del solenne pontificale dell’Epifania, presieduto nel pomeriggio del 6 gennaio nella Cattedrale di Como. «Cristo è la luce del mondo, è il centro dell’universo, è il Signore del tempo e della storia, è Colui che dà pienezza di senso alla nostra esistenza», ha aggiunto il presule.

«I Magi – ha sottolineato ancora il Vescovo – sono espressione di quanti, anche oggi, hanno il coraggio di rimettersi continuamente in cammino, di quanti accettano di compiere un pellegrinaggio interiore, in ogni età della vita. Non si accontentano di mezze verità, sono affascinati e conquistati dalla sapienza divina, che è sempre frutto di una ricerca appassionata, spesso anche molto sofferta, nel desiderio di trovare in Cristo la risposta appagante per le attese dei loro cuori. La sapienza divina ci mette in guardia dal lasciarci incantare da certe luci abbaglianti, che a prima vista sembrano decisive per conquistare la verità, ma che poi si rivelano ingannevoli e vuote perché non ci permettono di raggiungere la nostra libertà di figli di Dio e deturpano la nostra dignità».

«L’umiltà – è stata la raccomandazione del Vescovo Oscar – è la grande condizione della fede, della vita spirituale, della santità. Per poter entrare nel mistero di Dio e aderirvi occorre prima mettersi in ginocchio, stupirsi della sapienza divina, che si rivela non in forme altisonanti, ma nella semplicità dell’amore. Le cose di Dio prima vanno amate e poi si comprendono. È necessaria sì la ragione, ma essa deve essere preceduta dall’amore. Se ami, conosci. Se credi, vedi! Dio ti si rivela. Se ami, il Signore ti fa conoscere le sue vie, ti aiuta a camminare sui suoi sentieri». Per il testo integrale dell’omelia, CLICCA QUI.

Dopo la proclamazione del Vangelo, è stata annunciata la data della Pasqua e delle feste mobili del calendario liturgico. «Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua, il 17 aprile. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la Santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 2 marzo; l’Ascensione del Signore, il 29 maggio; la Pentecoste, il 5 giugno; la prima domenica di Avvento, il 27 novembre. Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore».