Primo concreto passo, a Olgiate Comasco, per l’oratorio che… ci sarà! Dopo l’autorizzazione della Diocesi di Como e la pratica presentata al Comune di Olgiate Comasco, lunedì 3 novembre l’oratorio S. Giovanni Bosco aprirà infatti i cancelli per dare inizio ai lavori.
Questa prima campagna ha lo scopo di predisporre l’area con il taglio degli alberi e la demolizione della porzione di edificio più interna al cortile, dove avevano sede il bar e le sale attigue, che negli anni avevano ospitato le più svariate attività, nonché i camerini del teatro e la casa del vicario al piano superiore. I lavori non pregiudicheranno né la viabilità cittadina né la fruizione del parcheggio adiacente.
Successivamente si procederà alla demolizione del volume sulla strada, di cui verrà data comunicazione vista l’incidenza sulla vita cittadina; quindi, all’edificazione del complesso dando pieno compimento alla riqualificazione dell’area secondo un progetto in cui hanno profondamente creduto BCC, con un’entusiastica raccolta di fondi, Fondazione Cariplo e, soprattutto, con attribuzione di un cospicuo contributo, Regione Lombardia.
«Seppure in sordina, l’imminente inizio dei lavori è segno tangibile di quanto si è fatto in questi anni e ne costituisce il primo evidente risultato, cominciando a rispondere ad un’urgente attesa della comunità olgiatese» il commento dalla parrocchia di Olgiate Comasco.
Nei giorni scorsi, dopo aver preso contatto con la competente Soprintendenza, è stato effettuato un sopralluogo con l’archeologo, il quale ha apprezzato la riqualificazione degli spazi destinati alla gioventù di Olgiate Comasco, che presenzierà allo scavo per le nuove fondazioni. Come noto, i lavori preludono alla realizzazione del nuovo oratorio di Olgiate Comasco, lavori che prevedono la realizzazione di un nuovo immobile, a basso impatto ambientale costituito da spazi polifunzionali dedicati alle attività pastorali, da progettare e realizzare con il coinvolgimento della comunità e delle associazioni locali, e all’accoglienza delle persone in situazione di particolare fragilità. Opera rientrante nei progetti emblematici riconosciuti da Fondazione Cariplo come interventi di alto valore per le comunità locali, in grado di portare un reale e concreto cambiamento al benessere delle persone, per cui ha stanziato 1 milione di euro.
L’ammontare completo dell’opera è stimato attorno ai 3,5 milioni di euro, ma la cifra precisa è ancora da definirsi nel caso dalla Conferenza episcopale italiana arrivino eventuali richieste di modifica al progetto originario.










