Domenica 16 novembre si celebra la Giornata Mondiale dei Poveri. “Sei tu, Signore, la mia speranza”. Sono queste parole del Salmo 71 a dare il titolo al Messaggio di Papa Leone XIV, il quale, in occasione dell’Anno Santo, sottolinea, citando il Catechismo della Chiesa cattolica, che, certamente, «La carità rappresenta il più grande comandamento sociale», ma «la povertà ha cause strutturali che devono essere affrontate e rimosse». Aiutare il povero, scrive il papa richiamando Sant’Agostino, «è questione di giustizia, prima che di carità». Firmato nella memoria liturgica di Sant’Antonio da Padova (13 giugno), patrono dei poveri, il messaggio del Pontefice evidenzia che i poveri «non sono un diversivo per la Chiesa, bensì i fratelli e le sorelle più amati» e devono essere «al centro dell’intera opera pastorale», non solo di quella caritativa. In occasione del Giubileo, infine, papa Leone XIV invita a non rassegnarsi di fronte alle «sempre nuove ondate di impoverimento». Chiede, invece, di promuovere «politiche di contrasto alle antiche e nuove forme di povertà», ricordando che lavoro, istruzione, casa e salute «sono le condizioni di una sicurezza che non si affermerà mai con le armi».

LE INIZIATIVE IN DIOCESI DI COMO
Domenica 16 novembre, alle ore 10.00, in Duomo a Como, il Vescovo, cardinale Oscar Cantoni, presiederà la Santa Messa giubilare alla quale saranno presenti operatori, volontari e ospiti di tutti i gruppi e servizi Caritas diocesani.
«La messa giubilare – osserva Rossano Breda, direttore della Caritas della diocesi di Como – è un momento importante: mettere al centro l’Eucarestia significa porre al centro una carità che dalla celebrazione si trasforma in quotidianità». Insieme agli operatori e ai volontari, saranno presenti anche gli ospiti dei servizi Caritas. «Sappiamo che non sarà facile – sottolinea Breda – ma, rompendo ogni pregiudizio, vorremmo restituire la giusta attenzione alle persone escluse». L’incontro con chi vive ai margini può essere complicato, «perché ci si scontra con le ruvidità e le ferite di chi è stato costretto, proprio dalla povertà a chiudersi in sé stesso – osserva ancora il direttore diocesano –. Ma è proprio l’incontro con la fragilità umana dell’altro che ci costringe ad alzare la testa oltre le nostre sicurezze, mostrandoci come non siamo noi la soluzione di tutto».
Come il giubileo biblico – un tempo in cui il popolo di Dio si impegna a ritornare alla giustizia, alla riparazione del debito, alla consolazione degli afflitti – è desiderio della Caritas fare in modo che il Giubileo diocesano del 16 novembre possa tradursi in gesti concreti.
«Nella logica che il giubileo debba essere uno sprone a un cambio di stili di vita – riprende Breda –, abbiamo pensato ad alcuni specifici temi di impegno per questo anno che mette al centro la speranza. Ecco allora il progetto con il carcere del Bassone, per cui ringrazio la Caritas cittadina di Como per la forza, l’energia e la passione nell’organizzare questo cammino. Ma anche il nuovissimo percorso di ascolto rispetto al gioco d’azzardo patologico, per cui ringrazio il volontario Paolo che ha offerto la sua disponibilità e competenza per attuarlo. Ma penso anche a opere segno come la mensa di solidarietà “Casa Nazareth” a Como e la realtà di accoglienza “Capanna di Betlemme” a Prata Camportaccio (So). Caritas non può arrivare ovunque – conclude il direttore –, ma crediamo fortemente nella collaborazione e nel lavoro di rete, per riuscire ad attivare processi che portino a risposte concrete rispetto alle sfide che emergono nei territori. In tal senso, anche questo giubileo è un’opera segno in sé».
Ascolta la riflessione di Rossano Breda sul Giubileo e la Settimana giubilare della Caritas diocesana.
OPEN DAYS DELLE OPERE SEGNO DELLA CARITAS COMO
Papa Leone XIV nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri enumera i «segni di speranza» del nostro tempo: case-famiglia, comunità per minori, centri di ascolto, mense per i poveri, dormitori, scuole popolari. La Caritas diocesana di Como, dal 17 al 23 novembre, ha istituito una vera e propria Settimana Giubilare e apre le porte delle proprie Opere Segno a Como, Sondrio e Morbegno (So), offrendo l’opportunità di conoscere da vicino i luoghi e le persone che ogni giorno si impegnano nel servizio ai più fragili. In molti di questi luoghi saranno gli ospiti ad affiancare volontari e operatori nel racconto delle diverse realtà, così proporre una narrazione non “degli” ultimi ma “con” gli ultimi, vero antidoto all’esclusione e alla “cultura dello scarto” più volte evocata da Papa Francesco e ripresa da papa Leone nell’Esortazione Apostolica Dilexit te. Un’occasione non solo per conoscere le opere della Caritas, ma per toccare con mano la realtà della fragilità e scoprire in essa la speranza che si nasconde nelle pieghe delle nostre città.
Qui di seguito luoghi e orari di apertura.
A COMO
- Porta Aperta – Viale Varese 25: martedì e giovedì dalle 9.00 alle 14.30 e dalle 17.00 alle 19.00.
- Centro Diurno – Via Giovio 42: venerdì alle 12.30 per il pranzo insieme.
- Centro di Ascolto – Via Don Luigi Guanella 13: lunedì e martedì dalle 9.00 alle 12.00; venerdì dalle 14.30 alle 17.00.
- Dormitorio – Via Napoleona 34: venerdì dalle 8.30 alle 19.30.
- Casa Nazareth – Via Don Luigi Guanella 12: martedì e giovedì dalle 9.00 alle 13.00.
- Mostra sul carcere: “Bassone: quale umanità?” – Centro Cardinal Ferrari, viale Cesare Battisti, 8: mostra della Caritas cittadina sul carcere di Como, da lunedì a sabato, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
A MORBEGNO
- Casa di Lidia – Via Ganda 2: da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 11.00 (pomeriggio su richiesta: telefono 0342 1892900; e-mail: poncetta@caritascomo.it, m.copes@caritascomo.it).
A SONDRIO
- Centro di Ascolto – Via Bassi 4/A: martedì dalle 17.30 alle 19.00; mercoledì dalle 9.30 alle 11.30 (in piazza Campello); sabato dalle 12.00 alle 14.30.
Ascolta Rossano Breda che spiega il senso e il valore dell’iniziativa degli Open Days.
FOCUS SU…
La Caritas è presente con 20 Servizi sul territorio diocesano. Una trentina gli operatori della Fondazione Caritas, 325 i volontari attivi nei servizi mentre sono quasi 3mila le persone accolte, ogni anno, nelle loro necessità.
Fra i molti servizi Caritas, ricordiamo, nella prospettiva giubilare, l’attività del neonato spazio di ascolto rispetto al gioco d’azzardo. Il progetto “Vince chi smette” è promosso da Caritas Italiana e intende sensibilizzare le comunità sul fenomeno dell’azzardo e sui rischi a esso associati. L’iniziativa mira a costruire una coscienza critica collettiva e a promuovere azioni concrete di contrasto e prevenzione. Anche nella nostra realtà diocesana è nata l’urgenza di affrontare il problema, sottolineata in più occasioni dal vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, in particolare nelle “Indicazioni pastorali per un anno di grazia. Giubileo della speranza 2025”.
Il progetto promosso dalla Caritas diocesana di Como prevede due azioni concrete.
- L’organizzazione di incontri di informazione e consulenza sull’azzardo rivolti ad anziani, giovani adulti, persone coinvolte e i loro famigliari, adolescenti, ragazzi, scuole, parrocchie, gruppi e associazioni.
- L’apertura di uno spazio di ascolto e consulenza al Centro Cardinal Ferrari, in viale Cesare Battisti 8 a Como, a cui si può accedere, previo appuntamento, ogni martedì dalle 14.30 alle 17.30. A meno di un mese dall’apertura, sono già state accolte, per un colloquio, sia persone coinvolte direttamente nel gioco sia famigliari in cerca di aiuto. Per fissare un incontro è necessario chiamare Paolo (Caritas Como), al numero di cellulare 375 1355437 o inviare una mail a vincechismette@caritascomo.it.








