Il prossimo 18 novembre si celebra la quinta Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi nella Chiesa. Il tema scelto dalla Conferenza Episcopale Italiana per il 2025 è Rispetto. Generare relazioni autentiche e il versetto evangelico indicato come guida è Lasciate che i piccoli vengano a me (Mc 10,14).

«È il rispetto la sostanza etica a cui ancorare le nostre relazioni ecclesiali, quelle verticali come quelle orizzontali, affinché l’altro sia riconosciuto come tale: altro da me, differente. Di fronte all’altro non solo ci è chiesto di toglierci i sandali per rispettarne la sacralità e l’originalità di cui ciascuno è portatore, ma imparare a “chiedere permesso”, per incontrarne la vulnerabilità come tratto dell’umano da integrare e custodire, sempre e ovunque», riflette Chiara Griffini, presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori e adulti vulnerabili Cei.
Martedì 18 novembre, in Cattedrale, a Como, alle ore 18.30, il Vicario generale, monsignor Ivan Salvadori, celebrerà la Santa Messa nella ricorrenza di questa giornata.
«Il cammino sinodale delle Chiese in Italia nel documento approvato dall’Assemblea di fine ottobre – riflette Luciano Galfetti, referente del Servizio diocesano tutela minori e persone vulnerabili, e delegato per la Chiesa di Como dell’equipe sinodale – ha dato un convinto supporto affinché i servizi di Tutela dei minori e degli adulti vulnerabili siano sempre più integrati nella missione della Chiesa e perché la comunità cristiana diventi sempre più un luogo educativo, umanamente e socialmente generativo, promotore di quella cultura delle relazioni che è a fondamento di una Chiesa sinodale. Questa promozione del bene relazionale della comunità ecclesiale è la trama della Terza Rilevazione sulle attività dei Servizi diocesani, interdiocesani, regionali e dei Centri di ascolto, che raccoglie i dati relativi al biennio 2023-2024 ed evidenzia una progressiva presa di coscienza dei cambiamenti in atto nella Chiesa in tema di tutela e prevenzione di ogni forma di abuso. C’è in atto un profondo e radicale processo di rinnovamento ecclesiale – conclude Galfetti –, da sostenere nel quadro di una attenta lettura dei segni dei tempi e delle chiare indicazioni che lo Spirito ci dona».









