Mercoledì 31 dicembre, alle ore 20.30, nella basilica di sant’Abbondio a Como si terrà una veglia di preghiera alla vigilia della 59^ Giornata Mondiale della pace. Come da tradizione, papa Leone ha scritto un messaggio per l’occasione dal titolo “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”

«In questo anno la comunità cristiana ha tanto pregato per la pace, anche in questa basilica che si è riempita di una grande folla in occasione di alcune convocazioni, segno che nel Popolo di Dio l’anelito alla pace è più forte di ogni propaganda bellica». A ricordarlo è don Michele Pitino, rettore della Basilica di Sant’Abbondio e cappellano dell’Università dell’Insubria. «Ci metteremo in ascolto della Parola di Dio e in adorazione dell’Eucarestia – aggiunge – per ricentrarci su Gesù “nostra pace”. Nelle sue parole e nei suoi gesti, infatti, impariamo a disinnescare la violenza e apprendiamo quella pace “disarmata e disarmante” a cui tanto ci incoraggia papa Leone, del cui messaggio ci metteremo in ascolto».

Questa proposta di preghiera nasce anche «raccogliendo l’invito del vescovo Oscar che alla Chiusura dell’Anno Santo ci ha esortati a promuovere una maggiore educazione
alla pace promuovendo dialogo, giustizia e rispetto reciproco. La prima forma di educazione della comunità cristiana è la preghiera», è la sottolineatura di don Michele.
«Ricorderemo tutte le numerose guerre sparse nel mondo, spesso dimenticate – ci spiega ancora don Michele – . In tanti continenti, alle porte della nostra Europa dove la popolazione Ucraina continua ad essere vittima di invasioni e attacchi. Un’attenzione particolare sarà rivolta alla terra di Gesù dove, a Gaza, continua la silenziosa strage degli innocenti. Ci hanno colpito le parole che il parroco della comunità cattolica di Gaza ha pronunciato in un messaggio ricolto proprio alla nostra diocesi. “La guerra non è finita e la pace non è incominciata”: questa descrizione della realtà da parte di chi lì vive fa tacere ogni vuota propaganda che vuole farci credere che i crimini siano terminati, mentre continuano nel silenzio e nel perpetuarsi di una situazione insostenibile per la popolazione. Non dimenticheremo anche la nostra città di Como – conclude il Rettore della Basilica – per la quale pure vogliamo pregare, perché anche questa città ha bisogno di maggiore dialogo e di costruire relazioni più armoniose per il bene comune».











