Dopo una prima annualità chiusa con entusiasmo, torna il Master universitario di primo livello dell’Università dell’Insubria promosso insieme al labOratorio dei Talenti. Un percorso che unisce educazione, intercultura, gestione dei conflitti e persino intelligenza artificiale. Le iscrizioni per l’anno accademico 2026/2027 sono ufficialmente aperte. Fragilità educative, difficoltà nel dialogo, solitudini che crescono. E, insieme, una società sempre più multiculturale, dove servono strumenti nuovi per costruire legami e comunità. Da queste domande nasce il Master universitario di primo livello “Educatori di Comunità Interculturali” (EDC), promosso dall’Università degli Studi dell’Insubria — Dipartimento di Diritto, Economia e Culture — insieme al labOratorio dei Talenti APS. Dopo il successo della prima edizione, appena conclusa, il percorso riparte: le iscrizioni alla seconda annualità (2026/2027) sono aperte.
Un percorso concreto, non solo un corso di studio
Il Master forma figure capaci di accompagnare adolescenti, giovani, famiglie e anziani, gestire dinamiche educative complesse e costruire comunità aperte, inclusive e sostenibili. Non è pensato come una serie di lezioni frontali, ma come un vero laboratorio di futuro, con un taglio fortemente interattivo e pratico.
Il percorso si articola in otto moduli didattici:
- Comunicazione e inclusione comunitaria
- Sociologia dei processi culturali e comunicativi
- Psicologia dei gruppi – sviluppo ed educazione
- Teorie e tecniche del colloquio relazionale
- Gestione dei conflitti e giustizia riparativa
- Immigrazione, intercultura e diritti fondamentali
- Aspetti religiosi del multiculturalismo
- Intelligenza artificiale nel lavoro di comunità
A completare la formazione c’è il project work, un’esperienza sul campo — anche di gruppo — per mettere in pratica quanto appreso, con la possibilità di svolgerlo presso le strutture del labOratorio dei Talenti.
Un primo anno che ha convinto
A tracciare il bilancio della prima edizione è il direttore del Master, il professor Antonio Angelucci: «È un bilancio senz’altro positivo. Quattordici studenti, come prima edizione, sono una conquista significativa: per il territorio, per le persone che l’hanno frequentato, per la diocesi, per l’università e anche per il mondo lavorativo, che si arricchisce di nuove professionalità di cui c’è bisogno». Il valore del percorso è stato soprattutto nel metodo. «Le lezioni, sia in presenza sia online, sono sempre state molto interattive — spiega Angelucci —. Almeno metà di ogni modulo era dedicata a qualcosa di pratico». Non sono mancati i momenti sul campo, come la visita al Centro Islamico Culturale di Saronno, per un approccio diretto a un contesto interculturale vivace. Dietro il progetto c’è una domanda profonda, quella che anima don Fabio Melucci, coordinatore del labOratorio dei Talenti e ispiratore dell’iniziativa: «C’è bisogno di strumenti formativi sempre più attenti, capaci di prendersi cura. Esiste una cura fatta di ascolto e attenzione. Sappiamo tutti che da soli non si cresce: si cresce con qualcuno, insieme». La coordinatrice didattica, professoressa Elisabetta Moneta Mazza, sottolinea la forza della partecipazione: «Non c’era qualcuno in cattedra: eravamo seduti in cerchio, come si dovrebbe fare. Si parlava di un argomento e molti dicevano la loro, anche con scambi di opinioni non sempre concordi, ed è giusto così».

Le voci degli studenti
Il vero termometro del successo sono i partecipanti. Storie diverse, un filo comune: la voglia di mettersi in gioco. Carla Silipigni ha addirittura lasciato il lavoro per seguire una vocazione educativa e sociale. Lo consiglierebbe? «Sicuramente, tantissimo. Una delle cose più belle è stata l’eterogeneità del gruppo: persone con storie, professioni e vissuti diversi. Tutto questo crea un gruppo ricchissimo dal punto di vista professionale e umano». Per Adina Mihali, il Master è diventato una casa: «Mi sono trovata molto bene, sia con i professori sia con il gruppo classe. Abbiamo passati diversi, ma più o meno gli stessi valori e la stessa sensibilità per il mondo sociale». Marco Bucci, unico iscritto uomo della prima edizione ed educatore in oratorio, ha trovato la sintesi dei suoi studi: «Affrontare l’ambito interculturale mi è sembrato un ottimo modo per mettere insieme il lato culturale, vicino all’antropologia, e quello pedagogico. Ho avuto conferma che è stato davvero utile». Lo consiglierebbe «soprattutto a chi pensa che l’educazione non sia una semplice pratica del “fare”, ma richieda conoscenze interdisciplinari».
Il Master in sintesi
- Titolo: Master Universitario di 1° livello (60 CFU)
- Durata: ottobre 2026 – ottobre 2027
- Titolo richiesto: Laurea triennale (diploma solo per uditori)
- Costo iscrizione: 1.490 euro (più oneri)
- Iscritti: minimo 10 – massimo 40 (posti disponibili anche per uditori)
- Direttore: Antonio Angelucci
- Coordinatrice didattica: Elisabetta Moneta Mazza
Il Master è promosso dall’Università dell’Insubria e dal LabOratorio dei Talenti APS, in collaborazione con la Diocesi di Como, il Centro per la Pastorale Giovanile Vocazionale, REDESM, i centri di studi sulla giustizia riparativa e i Salesiani Don Bosco (Lombardo Emiliana), con il patrocinio del Comune di Como.
Come iscriversi
Le iscrizioni per l’edizione 2026/2027 sono aperte. Il Master è rivolto a laureati triennali, con posti riservati anche a uditori.
Per informazioni:
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