«Como avrà il suo Skate park. Sarà pronto per l’estate 2024». A dichiararlo a “Il Settimanale” è il sindaco di Como Alessandro Rapinese in risposta alle polemiche delle scorse settimane seguite all’utilizzo da parte di un gruppo di giovani dell’area antistante l’ex chiesa di S. Francesco, dopo le multe e i ripetuti interventi da parte della Polizia Locale.

 Un agente della Polizia locale parla con uno dei ragazzi del “Sanfra”

Alessandro Rapinese, nel vostro programma elettorale, citiamo testualmente, c’è scritto: “Daremo finalmente vita a piazza Roma, piazza oggi in stato di totale abbandono, che diventerà uno spazio vivo e bello creando uno Skate Park. Skate Park Recintato…” Conferma questo orientamento?

«Confermo certamente la realizzazione dello Skate park, come da impegni assunti da questa maggioranza. Il luogo sarà però diverso. È stato infatti recentemente vinto un progetto, che sarà finanziato con i fondi del Pnrr, che prevede uno Skate park a Camerlata, in via Belvedere, di fronte al Campo Coni. La sua realizzazione sarà un prezioso traguardo dopo 30 anni di immobilismo su questo tema da parte delle precedenti amministrazioni».

Quando sarà disponibile?

«I tempi in questa città sono biblici, e a volte i progetti rimangono solo sulla carta. In questo caso essendo il progetto legato ai fondi del Pnrr ci sono tempistiche precise di realizzazione. In base a quanto mi dicono gli uffici la pista dovrebbe essere pronta per l’estate 2024».

Due anni… E nel frattempo i ragazzi dove potranno fare skate, visto che lamentano, oltre al “Sanfra”, non esserci al momento altri luoghi idonei dove poter praticare questo sport?

«Che non ci siano altri spazi non è vero. La città è molto grande e possiamo approntare soluzioni che siano sostenibili. Anche perché se per alcuni può essere comodo il centro città, per altri può esserlo Rebbio, piuttosto che Civiglio. Quindi,  se vengono avanzate delle proposte piuttosto che delle lagnanze perdiamo tutti meno tempo. L’importante è che siano suggerimenti seri, e in aree dove non si arreca disturbo a nessuno».

I ragazzi dicono che al “Sanfra” i danneggiamenti non sono opera loro, che non arrecano disturbo a nessuno e che si sono organizzati con dei cestini per non sporcare…

«Che scrivano, nero su bianco, che i danneggiamenti al marmo dell’ex chiesa di S. Francesco non sono causati dagli skateboard e che l’impatto acustico derivante dal loro utilizzo non è rilevante, allora forse potremmo iniziare a ragionare su qualcosa di serio… La verità è che i ragazzi sanno benissimo che in quel luogo sono di disturbo e che stanno danneggiando un bene pubblico…»

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