Ultimi giorni di visita per “Francesco il verbo vivente”, la mostra dell’artista Ernesto Solari che sarà ospitata al Centro Pastorale Cardinal Ferrari di Como (viale C. Battisti 8) fino a sabato 10 ottobre (orari lunedì-sabato 9-12.30/14.30-17.30).

45 opere che attraversano tutta la carriera artistica di Solari, dagli anni ’70 ad oggi, legate tra loro da una trama sottile, in un percorso narrativo del tutto originale. «Ho voluto interpretare la vita di Francesco secondo il vangelo di Giovanni – ci racconta l’artista – a cui il poverello di Assisi era molto legato. Giovanni fu infatti il “teologo” prediletto di Francesco, e quest’ultimo lo dimostrò vivendo la propria regola secondo un modello di vita ispirato proprio a quel Vangelo. Un testo fortemente contemporaneo, a cui lo stesso papa Ratzinger, Benedetto XVI, riservò particolare attenzione».

Le tematiche toccate dalla mostra spaziano dalle figure di S. Francesco, S. Giovanni e S. Bonaventura alla Passione di Cristo; dalla Pace alla vita e natività a Greccio. E poi ancora: la meditazione e la preghiera, con Francesco e Chiara a San Damiano, che Solari rappresenta insieme con lo sguardo proteso verso il cielo. «Per Francesco la preghiera era come respirare – spiega Solari –. Non è fuga, è radice. Senza radice l’albero si secca. E Chiara divenne punto di riferimento spirituale per lui e per molti suoi compagni».

Immancabile lo spazio dedicato al Cantico delle Creature. «Francesco è alla fine della sua vita, è quasi cieco, debilitato nel corpo e nell’anima – continua Solari –, ma proprio in queste condizioni riesce ad avere uno sguardo nuovo e profondamente spirituale. È uno sguardo sull’uomo, sul creato, un inno alla vita a cui l’enciclica “Laudato si'” di papa Francesco è ispirata».

La mostra prosegue il suo cammino soffermandosi sui pontefici giovannei e francescani, sulla consegna a papa Innocenzo della Regola francescana. Poi le stimmate ricevute alla Verna; i quattro elementi (vento, acqua, terra e fuoco) e i segni del Vangelo di Giovanni (acqua, vino, pane, pastore); il transito di Francesco e la Porziuncola.

Un’esposizione caratterizzata anche da alcune interessanti novità dal punto di vista artistico, a testimonianza di un autore definito dal critico e storico d’arte Vera Agosti “un antico vulcano, artista e studioso originale ed esuberante. Tutta la città gli dovrebbe rendere un rigoroso pellegrinaggio, possibilmente avendo con sé gli strumenti adeguati per fronteggiare il suo estro e la sua fantasia”. Da qui una mostra che ne riflette pienamente le caratteristiche, attraverso “un flusso magnetico di opere, colori, storie, tecniche differenti… Dal puntinismo, a cui ha dedicato 40 anni di attività, Solari è giunto alla rottura del quadro, inteso come oggetto fisico, creando grandi totem autoparlanti, come in Francesco, verso la grande Croce, e successivamente alla nuova tecnica del cesello cromatico, grazie alla quale, attraverso numerosi passaggi, ottiene effetti particolarissimi. Una pirografia incerata a caldo e a freddo su cui interviene con piccoli fori. Il risultato sono velature gradevoli e morbide, visibili ne Il Golgota e ne Il volto della Resurrezione. Lo sfumato ha un aspetto liscio, lucido e setoso: un’innovazione promettente di speciale delicatezza”.

Una tecnica che nasce dal profondo legame dell’artista con Leonardo da Vinci, di cui Solari è da decenni un appassionato studioso. «Con il cesello cromatico credo di essere riuscito a riprodurre la classica velatura leonardesca – spiega Solari –, solo che lui utilizzava olio liquido e poi ripassava con i polpastrelli per generare quel particolare effetto, mentre io mi servo di mezzi ovviamente più moderni. Terminata l’opera, una volta asciugata la colorazione scelta, a pastello o acquerello, vi spalmo sopra della cera liquida, su cui agisco poi bucherellandola con un dremel, una sorta di punteruolo meccanico a freddo. Ne nascono effetti di trasparenza e luminosità molto suggestivi…».