Circa 9 mila case vuote nella sola città di Como, quasi 100 mila in tutta la provincia. Eppure chi arriva sul territorio per lavorare fatica a trovare un posto dove vivere. È la contraddizione da cui nasce All’Oggi, il progetto della Fondazione Giovan Battista Scalabrini che sta restituendo agli appartamenti sfitti una seconda vita, e alle persone un tetto.

«All’Oggi: passa da qui la sfida dell’abitare», titolava il Settimanale lo scorso 22 gennaio, raccontando i primi passi di un’iniziativa che metteva insieme Fondazione Scalabrini, Camera di Commercio, Confindustria Como e altri soggetti del mondo sociale ed economico. Il nodo è noto: una provincia economicamente attrattiva, che però non riesce a offrire un’abitazione a chi sceglie di lavorarci. Lo segnalano con forza le imprese, soprattutto quando cercano nuovo personale.

Il Protocollo con la Prefettura e l’alleanza per l’abitare

Nell’aprile 2026 il progetto è stato formalizzato con un Protocollo d’Intesa firmato con la Prefettura. L’obiettivo è offrire una casa temporanea, per un massimo di 18 mesi, a due categorie di persone: i lavoratori che si trasferiscono per un nuovo impiego e le famiglie della provincia in difficoltà, che hanno bisogno di una soluzione transitoria prima di tornare autonome.

Intorno a questo traguardo si è stretta un’alleanza ampia, che unisce lavoro, impresa, cooperazione e proprietà immobiliare. Accanto alla Fondazione Scalabrini ci sono la Camera di Commercio di Como-Lecco, Confindustria Como, Fondazione Cariplo, Fondazione Comasca, Confcooperative Insubria, Confedilizia, Compagnia delle Opere, Cooperativa Edificatrice, ASF Como e il Fondo Famiglia e Lavoro della Diocesi, ciascuno con un proprio ruolo.

Il 27 ottobre, presso la Prefettura di Como e alla presenza del Prefetto, hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa due nuovi firmatari: ANCE Como, l’associazione dei costruttori edili, e il Comune di Bulgarograsso

Come funziona: un fondo rotativo da 300 mila euro

Il meccanismo è semplice. Il proprietario affitta l’appartamento vuoto alla Fondazione con un regolare contratto di locazione. I lavori vengono concordati con lui, ma a progettarli, seguirli e finanziarli è All’Oggi, attraverso un fondo rotativo da 300 mila euro: 150 mila messi dalla Camera di Commercio, 100 mila da Confindustria e 50 mila da altre realtà. Il fondo copre interventi fino a 15 mila euro per immobile.

Il proprietario non anticipa nulla. Il costo dei lavori rientra nel tempo grazie a una riduzione concordata del canone, e quei soldi tornano al fondo per finanziare nuove ristrutturazioni. Alla fine del percorso il proprietario si ritrova un immobile sistemato, rivalutato e a norma, e può decidere se continuare ad affittarlo alla Fondazione o riprenderlo per sé o per il mercato.

Per chi cerca casa: alloggi pronti, senza cauzione

Sul fronte opposto c’è chi un’abitazione la cerca. I lavoratori segnalano la propria esigenza all’azienda, che accede alla rete del progetto attraverso i suoi canali. L’alloggio è pronto all’uso, arredato e con le utenze già allacciate, senza cauzione né anticipi, con un canone almeno del 10% inferiore a quello di mercato.

I NUMERI DEL PROGETTO

I numeri, a sei mesi dalla firma del Protocollo, dicono che il modello funziona. All’Oggi conta 9 alloggi attivi, che ospitano 25 persone. Altre 8 hanno già concluso il percorso e oggi vivono in una casa propria sul mercato privato. Il Fondo Rotativo, con una dotazione iniziale di 300.000 euro, ha finanziato con 40.000 la ristrutturazione di tre alloggi. Altri due sono in cantiere, a Inverigo e a San Fedele Intelvi, e quattro sono in valutazione.

Hai una casa sfitta? Come contattare la Fondazione

Da qui l’invito rivolto a chi possiede un appartamento vuoto o da rivalutare e vorrebbe vederlo tornare a vivere senza occuparsene in prima persona. Un’occasione da cogliere, per sé e per il territorio.

Per informazioni o per proporre un immobile: Fondazione Giovan Battista Scalabrini ETS, info@fondazionescalabrini.it, tel. 366 198 5204.