Questi itinerari sono realizzati in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale del turismo. Per leggere le precedenti puntate clicca qui.

Per questa proposta torniamo in Alta Valle, e in particolare al rifugio Casina di Piana. Si tratta di un rifugio che si trova all’imbocco della Val Piana, la prima valle laterale meridionale della Val Grosina, immersa nelle Alpi Retiche occidentali in direzione della Val Poschiavo.

L’occasione ci permette di parlare di un argomento spesso molto sentito: il turismo solidale. In particolare, vogliamo leggerlo sotto due punti di vista: quello dalla parte di chi ha pensato e realizzato strutture ricettive per permettere a tutti di vivere dei momenti di vacanza economicamente più sostenibili, o adatti a gruppi numerosi, e quello dalla parte di chi si inserisce nell’industria del turismo, come strumento per la raccolta di fondi per i propri scopi caritativi.

Rifugio Casina di Piana
La meta che vogliamo presentare in questa puntata è il rifugio Casina di Piana, recentemente ampliato e ristrutturato, è attualmente gestito dai volontari dell’Operazione Mato Grosso che sostengono le tante missioni in America Latina.
Si tratta di un rifugio che è anche punto di ristoro e può essere utilizzato come punto di partenza per ulteriori escursioni in diverse località della valle grosina, e verso la Svizzera.

Una volta giunti a Grosotto, occorre seguire le indicazioni stradali che ci portano sino alla chiesa di san Sebastiano, appena sopra l’abitato. Qui si può lasciare la macchina e proseguire a piedi lungo la strada che si dirama verso i tanti maggenghi di questa valle e verso il nostro rifugio.

In particolare, vogliamo ricordare questo luogo di partenza per almeno due motivi: uno storico legato alla peste che colpì anche la Valtellina secoli fa, e che vide in questa chiesa un piccolo lazzaretto e luogo di sepoltura, le cui tracce sono ancora visibili nell’ossario presente sul retro della chiesa.

Il secondo in occasione dell’alluvione del 1987, trasformandosi in ospedale da campo per i tanti sfollati, ospitando al proprio interno la mensa per le persone accampate al suo esterno. Un bellissimo esempio di solidarietà nell’emergenza, e che fa pensare a quante occasione di bene sono alla nostra portata, se sappiamo aprirci e utilizzare al meglio quello che già possediamo.

Una volta imboccata la strada che porta all’interno della val grosina, basterà seguire le indicazioni che ci portano sino al rifugio meta di questa gita. Lungo la strada sarà possibile godere della vista di molti scorci su questa parte della Valtellina, dei suoi boschi, e dei diversi maggenghi che si incontrano lungo il tragitto.
Attenzione a indossare calzature e abbigliamento adatte per una gita in montagna: pur essendo una passeggiata si tratta di una camminata piuttosto lunga, per cui occorre essere correttamente equipaggiati.

Una volta giunti al rifugio, oltre a poter ristorarsi con un pranzo tipico di montagna si potrà godere del paesaggio sulla val grosina e sulle diverse cime della zona.

Per maggiori informazioni e per contatti: https://casinadipiana.it/

a cura di MARCO GHERBI
Ufficio diocesano Pastorale del Turismo

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